Genitori Preoccupati Scuola Leonardo da Vinci

febbraio 4, 2010

Riaprono le Segreterie della Buona Scuola!

Filed under: dai genitori,in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 10:06 pm
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Riparono le segreterie della buona scuola.

Ecco i moduli da far firmare a tutti i genitori (in particolare delle classi prime)

MOdulo conferma TEMPO PIENO CONFERMA TEMPO PIENO 2010

Modulo conferma MODULO:CONFERMA MODULO 2010

Verranno poi raccolti mediante i rapp. di classe

Perchè è importante firmare anche quest’anno?

1) lo scorso anno nella nostra scuola oltre 520 famiglie hanno chiesto che venga mantenuto il POF (Piano offerta Formativa ) sottoscritto all’atto dell’iscrizione alla scuola. Vuol dire garanzie di qualità della scuola,salvaguradia del  tempi pieno, con le compresenze etc. La ‘riforma Gelmini’ prevede, anche per i prossimi anni, TAGLI DI ORGANICO E RISORSE

2) La scuola è sotto scacco: basta leggere l’articolo sotto per capire come i finanziamenti alla scuola pubblica siano quanto mai precari (non è lo stesso per le scuole private…)

3) Grazie alla lotta di molti insegnati, dirigenti, genitori lo scorso anno si sono ‘contenuti’ i danni – almeno nelle scuole di Milano…ma cosa succederà il prossimo? CHIEDIAMO QUALITA’ ALLA NOSTRA SCUOLA E ALLA SCUOLA PUBBLICA IN GENERALE!

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gennaio 13, 2010

30% PER CENTO: GELMINI SBAGLIA I CONTI

Filed under: in difesa della scuola pubblica,rassegna stampa — ldvscuola @ 4:30 pm

L’annuncio, la necessaria correzione, il pattinaggio amministrativo. Ma il messaggio del tetto del 30% agli stranieri in classe è chiaro: quelle ragazze e quei ragazzi sono un problema, un danno da ridurre. Così si ignorano i numeri reali, si calpestano le esperienze concrete e autonome delle

scuole, e si impone un modello di società chiusa.

Segregazione o integrazione? Quale di queste due finalità prevale nella circolare ministeriale che introduce un tetto del 30% alla presenza degli studenti stranieri nelle classi? Il testo, firmato da Mario Dutto, un direttore generale esperto della complessità del tema per aver operato a lungo in Lombardia misurandosi anche con esperimenti contrastati come quello della “scuola araba”, è indubbiamente abile. Un buon esercizio di pattinaggio amministrativo, tra norme di ispirazione inclusiva (come il DPR 394/1999) e intenzionalità politiche di tutt’altro segno. Ma l’ambiguità resta, e con essa i varchi a un utilizzo perverso della nuova regola.

Ambiguo, del resto, è il comportamento del ministro. Non sfugge la doppiezza politica e la tortuosità comunicativa di ciò che è accaduto nel giro di pochissime ore, tra l’8 e il 10 gennaio. Prima l’annuncio all’opinione pubblica dell’introduzione del tetto, con il testo della circolare ancora stranamente assente dal sito del ministero. Poi, in una trasmissione televisiva di due giorni dopo, la precisazione che il (more…)

ottobre 28, 2009

Le mamme dei disabili “Umiliati dai tagli”

Filed under: dai genitori,in difesa della scuola pubblica,rassegna stampa — ldvscuola @ 10:00 am
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Il viaggio nell’istituto milanese Don Gnocchi alla vigilia della beatificazione del fondatore.

 Bambini senza mani costretti ad attendere in mensa per mezz’ora prima di essere imboccati, perché la maestra non può dedicarsi a due piccoli.

Sono pronte a lottare fino a quando i loro figli «non avranno riconosciuto il diritto alla dignità». Per le mamme dei 70 ragazzini con disabilità gravissime che frequentano la scuola speciale statale ospitata alla fondazione Don Gnocchi, il giorno della beatificazione del fondatore «sarà un momento di dolore, visto come vengono trattati oggi i bambini». Lottano, le mamme, perché il ministero dell´Istruzione annulli i tagli che hanno ridotto da 60 a 45 le maestre in via Capecelatro. Vale a dire, al netto dei turni, mai più di 22 presenti nello stesso momento.

Dietro i numeri dell´organico c´è una storia di sofferenza quotidiana. Bambini senza mani costretti ad attendere in mensa per mezz´ora prima di essere imboccati, perché la maestra non può dedicarsi a due piccoli contemporaneamente. Donne che si trovano a spingere due carrozzine alla volta, perché la collega è stata mandata a casa per risparmiare. Ragazzini con gravi insufficienze motorie che nei momenti in cui l´insegnante si deve dedicare ai compagni si rannicchiano immobili, con il capo incassato fra le ginocchia. Per Mara Ugenti, una delle mamme, «è una vergogna per la società».

La fondazione, in quella sede dal 1960, ha inviato alle famiglie una lettera in cui chiede «la presenza di utenti e accompagnatori» alla celebrazione. Un invito che molte mamme hanno vissuto come un pugno nello stomaco. «Per i tagli della Gelmini dobbiamo portare da casa le posate e pagare il personale di supporto – dice Mara Goi – in queste condizioni è umiliante che si vogliano mostrare i bambini in processione». Bianca, sua figlia, ha 11 anni e da sei frequenta la scuola. Per lei, come per molti studenti, fare lezione significa passare le dita nella sabbia e ascoltare musiche dolci, per stimolare capacità sensoriali compromesse da una grave lesione celebrale. Da quando il numero di insegnanti è ridotto, a Bianca «capita di attendere per ore sdraiata o sul passeggino – racconta la madre – prima che una maestra possa occuparsi di lei». (more…)

ottobre 9, 2009

Domanda al ministro Gelmini

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 3:40 pm

 Per quali ragioni le scuole non hanno ricevuto nemmeno l’ultima tranche degli stanziamenti previsti per lo scorso anno ?

come si intende garantire il dettato costituzionale e quindi assicurare che la scuola pubblica dell’obbligo possa funzionare regolarmente senza chiedere risorse ai genitori?

settembre 23, 2009

Dieci domande (imbarazzanti) al Ministro Gelmini

Filed under: dalle insegnanti,in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 7:13 pm

www.scuolaoggi.org

 

20.9.2009

1. Lei ricorda che la “riforma” che porta il suo nome è stata approvata nel 2008, senza nessun confronto vero, attraverso tre decreti-legge (112, 137, 154), poi convertiti in legge ordinaria con voti di fiducia, praticamente senza discussione alcuna? Non ritiene che questo metodo abbia determinato ostilità, disagio, sfiducia nel mondo della scuola, tanto da mettere a rischio ogni idea di innovazione e riforma? Perché non accetta di confrontarsi serenamentecon gli operatori della scuola? Di ascoltare almeno le loro ragioni?

2. Lei non crede di esagerare mostrando insofferenza verso ogni forma di critica, dissenso,preoccupazione per l’attuale situazione della scuola? Non vede il rischio del conformismo di facciata? Lei ritiene forse che la scuola debba pensare all’unisono obbedendo ad alcune verità pedagogiche obbligatorie? E che la scuola debba essere “governata” attraverso interviste e dichiarazioni in prima serata e non – invece – ascoltata in profondità, per coglierne le difficoltà, ma anche le molte risorse che essa sa esprimere, magari silenziosamente?

3. Lei non percepisce che la scuola è un sistema sociale esteso (che si articola in 42.000 scuole piccole e grandi in ogni contrada del nostro paese), che quotidianamente si relaziona con ragazzi, genitori, comunità locali? E che sarebbe opportuno tenere conto di questa grande fonte di coesione e dialogo sociale, anche fornendo adeguati mezzi per sviluppare appieno le potenzialità dell’autonomia scolastica? O forse lei ritiene che la scuola sia un semplice apparato amministrativo dello Stato, un corpo inerte cui far applicare comunque leggi non condivise nel profondo?

4. Lei sa che la consistente riduzione dei finanziamenti pubblici per l’istruzione (circa 7,5 md in un triennio su un budget annuale di circa 42 md) crea una oggettiva difficoltà al funzionamento delle scuole, mette in forse alcuni aspetti qualificanti del sistema educativo italiano (integrazione dell’handicap, inserimento degli alunni stranieri, organizzazione della scuola di base, capillare presenza delle sedi sul territorio)? Lei sa che lo Stato italiano spende il 7,4% dei bilanci pubblici per l’istruzione a fronte del 9,0% della media dei paesi OCSE? Non ritiene che una scuola più povera renda il nostro paese più povero?

5. Lei è al corrente che una delle sue prime riforme (quella della scuola elementare) vede fortemente critici gli insegnanti ed una parte consistente dell’opinione pubblica? L’indagine Eurispes 2009 stima che quasi il 70% degli interpellati esprima preoccupazione per la riduzione degli orari scolastici e per la scomparsa del lavoro di equipe tra i docenti. Non si accorge di aver procurato un danno enorme ad uno dei settori più delicati e qualificati della scuola italiana, come attestano le indagini internazionali (Timss, Iea, ecc.) e la persistente fiducia dei genitori?

6. Lei non ritiene che sia contraddittorio proporre il ritorno della figura del maestro unico nella scuola elementare, quando già nella scuola dell’infanzia operano due docenti contitolari (nel 92% delle sezioni), nella scuola elementare a tempo pieno 2 docenti contitolari per ogni classe (27% dei casi), che la grande maggioranza delle famiglie ha richiesto modelli arricchiti di tempo scuola (30 ore settimanali ed oltre), per i quali è comunque necessario garantire la presenza di più figure per completare l’orario, e che dunque è opportuno rafforzare il lavoro di team? Perché non si è messa nei panni dei tanti docenti elementari che in questi anni hanno lavorato insieme con passione e competenza, invece di irriderli affermando che il “modulo è morto e sepolto”?

7. Lei non crede che di fronte ai grandi divari tra le regioni italiane, nei livelli di apprendimento e nelle condizioni strutturali della scuola, sarebbe opportuno un grande sforzo condiviso, al di sopra delle parti, per aumentare le risorse, rinnovare le strutture edilizie, metterle in sicurezza, migliorare la qualità degli ambienti di apprendimento, dotarli di adeguate tecnologie? Come si concilia questo con le consistenti riduzioni di impegni (anche finanziari) nei confronti del sistema pubblico di istruzione? con il clima di conflitto (o di rassegnazione) che si va diffondendo nella scuola? con difficoltà crescenti con il sistema delle autonomie locali?

8. Lei non è convinta che insegnanti e dirigenti motivati, preparati, competenti, capaci di fare “squadra” siano la migliore garanzia di qualità della scuola? Lei è al corrente che negli ultimi anni i fondi per la formazione in servizio dei docenti sono stati ridotti del 70%? Pensa forse che qualche piattaforma informatica possa sostituire il gusto, il piacere, la voglia di fare ricerca didattica, di incontrarsi, di formarsi, di ritrovare il “senso” del fare scuola? Lo sa che la Fondazione Agnelli propone di incentivare il lavoro d’equipe dei docenti, mentre lei suggerisce una differenziazione che fa trasparire la solitudine e la competizione tra i docenti?

9. Lei non pensa che i programmi, i curricoli, i progetti più significativi per elevare la qualità culturale della nostra scuola dovrebbero essere il frutto di una elaborazione condivisa, trasparente, qualificata, in dialogo permanente con le comunità scientifiche, professionali, il mondo della scuola? Lei sa che di molti gruppi, commissioni di studio, consulenti, “esperti” che operano per progettare il futuro della scuola non è dato di sapere nome, qualifica, provenienza?

10. Lei non crede che sia giunto il momento di esprimere qualche gesto di simpatia, attenzione, fiducia verso gli insegnanti italiani, invece di amministrare solo tagli, riduzioni, contenimento di spese? Non sarebbe il caso di lanciare qualche idea forte, di innovazione vera, di qualità culturale elevata, per creare motivazioni, entusiasmo, passione verso l’insegnamento e l’educazione? Tra gli insegnanti? Nei genitori? Nell’opinione pubblica?

Per favore ministro, risponda…

settembre 22, 2009

E’ caduta una Maristella

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 11:44 am

apparso su Espresso il 14-9-09

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gelmini-beata-ignoranzaUn curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola

Finora le fabbriche sono state silenziose. Perfino i magistrati sono spaccati. Lei, Mariastella Gelmini, ha portato in piazza tutti: professori, genitori, precari, studenti. La sua riforma è la vera sconfitta del terzo governo Berlusconi.

È signorina. Ma di quelle Signorsì. Tremonti vuole tagli a scuola e università e il via alla privatizzazione strisciante: lei esegue, e lancia l’idea di trasformare istituti e atenei in Fondazioni in concorrenza fra loro. Il Vaticano vuole l’ora di religione cattolica come materia piena di insegnamento: per lei è subito una “posizione condivisibile”. La tattica è elementare, se vuoi far carriera, non ti puoi fare troppi nemici. Se ne hai (le è capitato quando nel 2000 i suoi di Forza Italia la fecero fuori con una mozione di sfiducia dalla carica di presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda, e poi nel 2005 quando Berlusconi la nominò coordinatrice regionale tra i malumori della nomenklatura), meglio star buona, aspettare, prima o poi non mancherà l’occasione di farseli di nuovo amici. Lei, Mariastella Gelmini, in questo è bravissima. L’ha anche spiegato: “Non è mica un delitto andare d’accordo con tutti”.

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settembre 12, 2009

Iniziano le scuole in Italia, ma non per 75 milioni nel mondo.

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 3:22 pm
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Lunedì 14 settembre per gli studenti di 13 regioni italiane ripartono le scuole, ma 75 milioni di bambini lunedì non potranno dire “presente!” perché non hanno accesso all’istruzione primaria.

Per loro Terre des hommes (TDH) ha rilanciato la Campagna per l’istruzione globale

“I0sonopresente” : una sfida che – per il terzo anno consecutivo – l’organizzazione lancia a tutti coloro che credono nel valore dell’istruzione. Attraverso la scuola infatti, non solo si costruiscono le basi per lo sviluppo dei paesi, ma si offrono ai bambini protezione dalla violenza e dagli abusi, cure mediche, consapevolezza dei proprio diritti e un futuro concreto.

“Un dato spesso sottovalutato – dice Raffaele Salinari presidente di Terre des hommes – è che un bimbo che nasce da una mamma che sa leggere e scrivere ha il 50% di possibilità in più di sopravvivere oltre i 5 anni Insomma, l’istruzione fa davvero bene alla vita di un bambino”.

Terre des hommes chiede a tutti gli italiani di mettersi in gioco per promuovere questo diritto fondamentale di ogni bambino in un modo coinvolgente e innovativo: “mettendoci la faccia”.

Tutti gli internauti che vorranno mobilitarsi potranno essere presenti semplicemente registrandosi e caricando la propria immagine sul sito “http://www.iosonopresente.itw”, contribuendo così a creare una community responsabile che, attraverso gesti molto semplici, darà valore alla difesa dei diritti dell’infanzia. Ogni utente registrato potrà poi continuare la sua azione di portavoce invitando altri amici, usando l’innovativo widget interattivo personalizzabile che si aggiornerà automaticamente col numero di amici invitati, potrà scaricare il photokit per creare il proprio set fotografico e invitare “IOsonopresente” alle proprie feste o in ogni momento passato con gli amici. (more…)

settembre 1, 2009

Inizia un nuovo anno scolastico…

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 8:05 pm

formicaSta iniziando l’anno scolastico… primo appuntamento

Giovedì 3 settembre alle ore 17,30 al negozio Chiamamilano in lgo

Corsia dei Servi si terrà un’assemblea pubblica promossa da Retescuole

per decidere le future iniziative di lotta in difesa della scuola

pubblica di qualità.

LUnedi 7 Settembre h 21 vi sarà invece la prima riunione del Coordinamento Genitori in Difesa di una scuola di qualità di Zona 3 presso la scuola Nolli Arquati di Viale Romagna.

aprile 30, 2009

Caos annunciato nella scuola primaria: lo “spezzone orario” anticamera dello spezzatino

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 10:27 am
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incazPer molti mesi si è sviluppato un dibattito vivace tra chi, come noi, sosteneva che il tempo-pieno (inteso non come 40 ore, ma come scuola di qualità con le caratteristiche più volte illustrate) sarebbe sparito e i laudatores gelminiani che, invece, garantivano non solo il mantenimento, ma addirittura l’espansione di quel modello pedagogico-didattico.

Con la pubblicazione degli organici di diritto per il prossimo anno le chiacchiere “stanno a zero”. Nella sola provincia di Milano si registra un taglio di ben 484 posti (314 posti comuni + 170 posti di lingua inglese). Questi tagli, come avevamo ampiamente previsto, si abbattono sulla scuola primaria milanese non in modo omogeneo, ma con differenziazioni importanti tra i plessi integralmente a tempo pieno , dove l’amministrazione ha utilizzato la politica della “riduzione del danno”, e i plessi a situazione mista (tp+modulo) nei quali il danno è irreparabile e si può tranquillamente dire “tempo-pieno, addio!”.

Esaminiamo con alcuni esempi le situazioni di caos (che non sarà “calmo” , ma “tempestoso”) che si verificheranno.

1° esempio
In un circolo con 13 classi a modulo e 24 classi a tempo pieno, tradizionalmente venivano assegnati almeno 18 posti per le 13 classi + 48 posti per le classi a tp+ almeno 4 posti di inglese per un totale di 70 posti in organico. L’Ufficio scolastico ha assegnato al circolo 64 posti complessivi con un taglio di 6 posti. In questo caso tutte le ore di compresenze (e neppure basteranno) delle 24 classi a tempo pieno dovranno essere utilizzate per consentire il funzionamento delle ex classi a modulo (rientri pomeridiani e refezioni), alle quali sono state assegnati solo 13 insegnanti. L’eliminazione delle compresenze abbatte -come abbiamo argomentato più volte- contestualmente la qualità del modello pedagogico del tempo-pieno, che dovrà essere inevitabilmente riconvertito in un tempo normale lungo. Questa è la situazione che si verificherà nella stragrande maggioranza dei circoli dei comuni della provincia di Milano e dei (pochi) circoli della città di Milano a situazione mista. (more…)

aprile 22, 2009

Tagliati a Milano 300 insegnanti della scuola primaria!

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 4:39 pm
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Ci sono i primi dati: saranno quasi cinquemila i docenti tagliati in Lombardia per effetto della politica del ministro Gelmini. Ciò significa che soltanto per la scuola primaria, in Provincia di Milano, salteranno 300 insegnanti, nonostante ci siano 2400 iscritti in più rispetto allo scorso anno scolastico. Quello operato da Gelmini e Tremonti alla scuola italiana è un taglio insostenibile e cieco, che non distingue tra chi ha già razionalizzato e chi non lo ha fatto. Le risorse mancanti dovranno necessariamente arrivare dalle famiglie, dalle scuole e dagli enti locali.  Avranno i soldi ?
Discorso rilevante è quello dell’edilizia scolastica. Ricordiamoci che soltanto pochi mesi fa in Finanziaria siano stati dimezzati i fondi per l’adeguamento antisismico delle scuole.

In Lombardia ci saranno nel prossimo anno scolastico 4873 insegnanti in meno, nonostante ci siano ad oggi iscrizioni per 9235 alunni in più. Anche eliminando i moduli e le compresenze il taglio degli insegnanti è incompatibile con le richieste delle famiglie che si concentrano sensibilmente sul tempo pieno.
In Provincia di Milano c’è una richiesta di tempo pieno per 110 classi in più, perché le famiglie tra le 27 ore e le 40 scelgono quasi sempre le 40 ore del tempo pieno. Ma i tagli colpiscono anche la formazione degli insegnanti, che passa da 330 a 207 milioni di euro, con una spesa media procapite irrisoria pari a 7,4 euro l’anno.

Angelo

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