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ottobre 28, 2009

Le mamme dei disabili “Umiliati dai tagli”

Filed under: dai genitori,in difesa della scuola pubblica,rassegna stampa — ldvscuola @ 10:00 am
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Il viaggio nell’istituto milanese Don Gnocchi alla vigilia della beatificazione del fondatore.

 Bambini senza mani costretti ad attendere in mensa per mezz’ora prima di essere imboccati, perché la maestra non può dedicarsi a due piccoli.

Sono pronte a lottare fino a quando i loro figli «non avranno riconosciuto il diritto alla dignità». Per le mamme dei 70 ragazzini con disabilità gravissime che frequentano la scuola speciale statale ospitata alla fondazione Don Gnocchi, il giorno della beatificazione del fondatore «sarà un momento di dolore, visto come vengono trattati oggi i bambini». Lottano, le mamme, perché il ministero dell´Istruzione annulli i tagli che hanno ridotto da 60 a 45 le maestre in via Capecelatro. Vale a dire, al netto dei turni, mai più di 22 presenti nello stesso momento.

Dietro i numeri dell´organico c´è una storia di sofferenza quotidiana. Bambini senza mani costretti ad attendere in mensa per mezz´ora prima di essere imboccati, perché la maestra non può dedicarsi a due piccoli contemporaneamente. Donne che si trovano a spingere due carrozzine alla volta, perché la collega è stata mandata a casa per risparmiare. Ragazzini con gravi insufficienze motorie che nei momenti in cui l´insegnante si deve dedicare ai compagni si rannicchiano immobili, con il capo incassato fra le ginocchia. Per Mara Ugenti, una delle mamme, «è una vergogna per la società».

La fondazione, in quella sede dal 1960, ha inviato alle famiglie una lettera in cui chiede «la presenza di utenti e accompagnatori» alla celebrazione. Un invito che molte mamme hanno vissuto come un pugno nello stomaco. «Per i tagli della Gelmini dobbiamo portare da casa le posate e pagare il personale di supporto – dice Mara Goi – in queste condizioni è umiliante che si vogliano mostrare i bambini in processione». Bianca, sua figlia, ha 11 anni e da sei frequenta la scuola. Per lei, come per molti studenti, fare lezione significa passare le dita nella sabbia e ascoltare musiche dolci, per stimolare capacità sensoriali compromesse da una grave lesione celebrale. Da quando il numero di insegnanti è ridotto, a Bianca «capita di attendere per ore sdraiata o sul passeggino – racconta la madre – prima che una maestra possa occuparsi di lei».

A lanciare per prima l´allarme è stata la preside Agnese Banfi, che a inizio settembre ha comunicato alla Direzione scolastica regionale «l´impossibilità di apertura della scuola» per carenza di personale. La scuola invece è stata aperta, dopo un´ispezione che ha dichiarato «congruo secondo legge» il numero di insegnanti. Ad aiutare le maestre c´è il personale della fondazione: 11 persone che si occupano di igiene e del cambio dei pannolini, non dei pasti e dell´educazione degli ospiti. Dieci giorni fa, dopo le loro proteste, il direttore della fondazione Diego Maltagliati ha incontrato i genitori. «Ovviamente non abbiamo responsabilità dei tagli – dice – ma faremo il possibile per compensare con nostri assistenti il numero ridotto di insegnanti»

di Franco Vanni, La Repubblica Milano 26 ottobre 2009

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