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giugno 11, 2009

‘Riforma’ Gelmini alle medie….latino a pagamento!

Filed under: rassegna stampa — ldvscuola @ 4:21 pm
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Come si suol dire: stiamo tornando al “passato”: voto in condotta, maestro unico  ma, soprattutto: scuola di classe a pagamento!. E non siamo su scherzi a parte. Sono alcuni degli effetti della riforma Gelmini.

da Repubblica 9 giugno 2009

La riforma ha cancellato un posto da insegnante su dieci, sottoponendo l’orario scolastico a una dieta forzata: se fino a quest’anno c’erano abbastanza professori per organizzare laboratori anche per chi sceglieva il modulo da 30 ore settimanali, ora sono garantiti solo gli insegnamenti base

Ai genitori della scuola media Tiepolo è arrivata una circolare: se vogliono che i loro figli da settembre continuino a studiare il latino, devono sborsare «da 70 a 100 euro». La riforma Gelmini ha infatti tagliato il numero di insegnanti, e per pagare quelle ore di lezione le famiglie dovranno mettere mano al portafogli. «Quasi tutti hanno accettato spiega un’insegnante della scuola di piazza Ascoli evidentemente possono permetterselo». Dove invece i genitori non hanno la stessa disponibilità economica, le ore di latino salteranno, come anche molti laboratori. Succede, per esempio, alla scuola Maffucci-Pavoni in via Crespi, zona Maciachini, dove la lingua di Cesare scompare dopo 15 anni che era stata introdotta. «Con il nuovo assetto degli organici – dice la preside, Ambrogina Lorini – spazio per introdurre le basi del latino non ce n’è più».

La scuola media ha pagato i tagli del governo molto di più rispetto a elementari e superiori. La riforma ha cancellato un posto da insegnante su dieci, sottoponendo l’orario scolastico a una dieta forzata: se fino a quest’anno c’erano abbastanza professori per organizzare laboratori anche per chi sceglieva il modulo da 30 ore settimanali, ora sono garantiti solo gli insegnamenti base. A meno che non siano i genitori a pagare, ovviamente. Nella centralissima scuola media Rossari Castiglioni (ex Parini), con sedi in via Solferino e via Santo Spirito, i contributi volontari delle famiglie consentono di proporre, oltre al latino, anche attività di sport e musica. «Cerchiamo di offrire il massimo dice Stefano Valle, il vicepreside l’85 per cento dei nostri studenti si iscrive poi al liceo».

Situazione simile alla media Majno, in corso di porta Romana, dove il latino è garantito da un contributo «di circa 200 euro l’anno da parte di chi può permetterselo» come spiega la vicepreside, Caterina Ajello. Per Attilio Paparazzo, segretario provinciale di FlcCgil, «i tagli creano diseguaglianze: servirebbe un fondo perequativo per trasferire soldi dalle scuole più ricche a quelle più povere, che altrimenti devono fare a pezzi la propria offerta didattica».

Alla scuola Arcadia, in zona Gratosoglio, la preside Titti Alvino ha avuto un’idea. Per garantire il laboratorio di teatro, e magari migliorarlo, ha invitato i genitori a costituirsi come associazione. «Fatto questo dice la preside chiederemo che ci possa essere destinato il 5 per mille dell’Irpef come a una qualunque onlus, e spingeremo le imprese a darci soldi». La scuola Casa del Sole, in zona via Padova, per evitare di ridurre le ore di lezione al pomeriggio, ritoccherà invece la quota del contributo volontario che le famiglie versano a inizio anno: da 15 a 40 euro. Per Rita Frigerio, segretario provinciale di CislScuola, «che i più ricchi abbiano più possibilità purtroppo è evidente. Le famiglie milanesi dovrebbero però iscrivere i figli alle medie con il modulo da 36 ore, con i rientri pomeridiani, in modo da avere un’offerta didattica più ampia». E il latino? Per quello tocca comunque pagare.

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4 commenti »

  1. Sono un’insegnante di Lettere in un liceo scientifico e posso tranquillizzare i genitori: alle medie studiare il latino non serve, anzi è controproducente. Se una volta, infatti, a chi aveva intenzione di frequentare un liceo veniva imposto lo studio del Latino e il superamento del relativo esame, dal 1979, cioé dalla riforma della scuola media, non più. Quindi, mentre un tempo, considerato il fatto che i ragazzi arrivavano in prima liceo con un’infarinatura del Latino – anzi, molto più che un’infarinatura visto che lo studio si protraeva per due anni, in seconda e in terza- il programma di grammatica procedeva spediatamente e si concludeva nel biennio, ora si parte da zero, quindi essere già preparati non serve. Di solito succede che gli allievi che alle medie hanno studiato il latino per i primi tempi si annoiano e si convincono di sapere; s’impegnano, quindi, poco per ottenere discreti risultati, ma non riescono più a seguire il programma, quando si fa più complesso, proprio perché abituati ad un minimo impegno. Ovviamente il mio è un discorso generale, ci sono sempre le eccezioni.
    Non bisogna sottovalutare, inoltre, che gli insegnanti delle medie, pur bravi e preparati nelle loro discipline, non sono aggiornati sulle novità della didattica del latino e quindi utilizzano un metodo ormai superato, probabilmente quello utilizzato a loro volta per apprendere la lingua. I ragazzi, arrivando al liceo, di fronte ad un metodo nuovo o comunque diverso si trovano disorientati e spesso non ottengono i risultati che si aspettano, con conseguente delusione loro e delle famiglie.
    Ciò che affermo è frutto di un’esperienza più che ventennale e di uno studio assiduo e prolungato sulle nuove metodologie nell’ambito della didattica del latino, non è un’opinione personale. Posso assicurare, però, che non mi è quasi mai capitato di riscontrare una maggior facilità nell’apprendimento da parte di allievi che avevano studiato il latino alle medie.
    Quello che posso consigliare, infine, è di far studiare bene ai ragazzi la grammatica italiana perché le lacune nella lingua madre portano inevitabilmente ad un approccio difficile con lo studio della lingua latina.

    prof.ssa Marisa Moles

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