Genitori Preoccupati Scuola Leonardo da Vinci

marzo 25, 2009

resoconto incontro al MIUR

Filed under: 70472 — ldvscuola @ 8:49 pm

Al termine dell’incontro con i responsabili del Ministero le delegazioni che hanno portato a Roma le firme raccolte durante la campagna i iscrizione integrativa si sono riunite presso la sede del CIDI e hanno stilato il seguente comunicato stampa. A seguire il resoconto dell’audizione al MIUR.

Nella tarda mattinata di sabato 21 marzo, per oltre due ore, una delegazione di genitori provenienti da Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio, Campania, in rappresentanza dei Comitati sorti in tutta Italia fin dallo scorso autunno per difendere la scuola pubblica dai tagli di 8 miliardi euro voluti e decisi dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal Ministro dell’Economia e Finanza, ha avuto un incontro con il responsabile della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, con il capo del dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e con il direttore del Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.

La delegazione, di cui facevano parte anche alcuni insegnanti, ha consegnato personalmente al direttore generale per il Personale Scolastico, Dott. Chiappetta, 155.000 copie dei moduli di iscrizione per l’a.s. 2009/10 a testimonianza delle scelte effettuate dalla maggioranza delle famiglie italiane; con tali moduli, infatti, i genitori dei bambini italiani che il prossimo anno scolastico frequenteranno la scuola primaria hanno richiesto un orario scolastico erogato secondo le modalità antecedenti alle modifiche di legge apportate dal Ministro Gelmini.

A fronte di tale massiccia richiesta di una scuola pubblica di qualità da parte della società italiana, i funzionari del Ministero, pur invitando la delegazione ad un nuovo incontro nelle settimane prossime, hanno ribadito che per le classi prime a modulo gli organici verranno attribuiti sulla base di 27 ore settimanali per classe. Questo a dispetto del fatto che oltre il 50% delle famiglie abbiano richiesto il modello organizzativo a 30 ore. D’altra parte, le classi a tempo pieno, già garantite dalla Legge n. 176/2007 del governo Prodi, non verranno incrementate se non in numero infimo.

Prendiamo atto una volta di più che il governo non intende ascoltare le richieste delle famiglie e del mondo della scuola e che la politica scolastica è dettata, in realtà, dalle imposizioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze e/o dalla determinazione di squalificare la scuola pubblica perché tale. In sintesi: meno tempo scuola, meno qualità didattica e pedagogica, meno diritti alla formazione per tutti e per tutte, e una società sempre più debole socialmente e a rischio di devianze giovanili, destinate a crescere e a diventare adulte con gli individui.*

Respingiamo con forza una politica miope che rifiuta di investire nel futuro dei cittadini e delle cittadine italiane e continueremo, a partire dalla pubblicazione della circolare sugli organici, ad opporci con determinazione alle sue pretese ed obiettivi.

Assemblea Nazionale dei Comitati Genitori-Insegnanti in difesa della scuola pubblica di tutti e tutte, per tutti e tutte.
Roma, 22 marzo 2009

RESOCONTO DELL’AUDIZIONE AL MIUR
Sabato 21 marzo 2009

Alle ore 12 di sabato 21 marzo una delegazione delle Segreterie Buona Scuola è stata ricevuta a Roma presso il MIUR dai funzionari Pasquale Capo (responsabile della segreteria del ministro Gelmini), Giuseppe Cosentino (capo dipartimento istruzione) e Luciano Chiappetta (direttore del personale scolastico).

Facevano parte della delegazione: Antonella Loconsolo e Alberto Ciullini (Milano), Mirco Pieralisi e Marina D’Atri (Bologna), Costanza Boccardi e Monica (Napoli), Roberta Roberti (Parma), Francesco Casale (Vicenza e Veneto), Paola Demeo e un genitore (Roma), Sergio Tamborrino e Antonella (Firenze).

Dopo un breve giro di presentazioni, è intervenuto Mirco Pieralisi, che ha illustrato le ragioni della nostra presenza a Roma come delegazione repubblicana e non come semplice somma delle diverse regioni rappresentate; sono seguiti alcuni altri brevi interventi, volti a meglio chiarire la natura delle problematiche che hanno condotto alla campagna di raccolta dei moduli di iscrizione integrativa in tante città italiane e che mettono in grande allarme le famiglie e i docenti della scuola primaria soprattutto, ma anche della scuola media.
Sono quindi seguiti gli interventi dei funzionari ministeriali.

CAPO: la scuola che abbiamo non funziona proprio bene, lo dimostrano le classifiche internazionali. L’unico segmento che funziona è quello della
scuola primaria, che tuttavia perde posizioni. Le indagini in corso ci mettono in sempre maggiore difficoltà. Per quanto concerne la scuola dell’infanzia, sono stati approntati interventi significativi, concordati con i ministeri Famiglia e Affari Sociali e Funzione Pubblica. Sono state garantite più sezioni primavera e l’anticipo con maggiore potere consultivo ai docenti. Abbiamo ottenuto poi per la scuola primaria che fossero garantite le 27 ore a tutte le classi prime, è riduttivo, ma limita l’impatto dei provvedimenti. Sul modulo va fatta una riflessione: si è impostato questo modello orario attraverso il decreto sull’autonomia che lasciava spazio decisionale alle scuole, così che è stato ampliato l’orario e sono state salvate le compresenze. In sintesi, su questa scelta delle scuole che hanno moduli anomali (32-36 ore) dovranno attivarsi i dirigenti.
Bisogna riconoscere che gli italiani hanno rifiutato il maestro unico, c’è stata una totale reiezione di questo modello organizzativo. Lo sapevamo, e per questo abbiamo fatto pressioni sul Ministero dell’Economia e abbiamo ottenuto che fossero assicurate le 27 ore di media a tutti, con risorse aggiuntive per arrivare a 30 ore e con la salvaguardia delle 40 ore con 2 maestre e la possibilità delle 4 ore di compresenza, visto che le 4 ore che restano sono a disposizione della scuola, che può usarle come vuole, anche per supplenze e per completare l’orario delle altre classi.
Sul tempo pieno sono garantite le quantità attuali più un leggero incremento. Si parla di un aumento del resto in linea con quello finora concesso (tenete presente che in 10 anni siamo passati dal 21 al 25%).
Va poi considerato che ci saranno eccedenze orarie, avanzi di ore nelle classi prime, visto che l’80% dei docenti di religione e inglese saranno nominati al di fuori dell’organico e le loro ore saranno usate per completare gli orari.
Riguardo al numero degli alunni per classe, il tetto resta di 20 alunni in presenza di un alunno diversamente abile; per le altre classi sarà maggiorato di 1 unità (da 25 a 26), senza mai sforare i 28 per la primaria, i 29 per la media e i 30 per la superiore.
Nella scuola media il quadro orario resta di 30 ore come in passato, vale a dire 29 ore + 1 ora di approfondimento di italiano che le scuole gestiranno come vorranno. Ci sarà la possibilità di arrivare fino a 40 ore nei limiti del contingente: insomma, la media di 36 ore elevabile a 40.
Condivido le critiche sui tagli e la riduzione del personale, ma eseguiamo la legge lavorando per attutire l’urto dei provvedimenti, recuperando posti per non inficiare la qualità. Si pensa di poter riuscire a recuperare posti sulla scuola superiore (circa 5000 unità) per darli alla primaria.
Tra pochi giorni saranno varate la circolare ed il decreto sugli organici.
Sappiamo di essere in una situazione drammatica, con molte criticità e cerchiamo di operare per lenire la situazione. Sincera ed impegnata volontà da parte nostra di ridurre gli esiti dei tagli.
Per quanto riguarda il Sud, per tempo pieno e prolungato ci saranno gli stessi organici degli anni precedenti. Purtroppo ci sono anche problemi logistici, ma avremo attenzione anche per il Sud. Non avremo certo il raddoppio delle sezioni a tempo pieno e prolungato, forse avremo la possibilità di un lieve aumento, Di certo ci saranno interventi sull’ edilizia con attenzione soprattutto laddove ci sono peggiori condizioni.
Situazioni di sofferenza come questa che si trascinano da anni non possono certo essere risolte in un momento di crisi come l’attuale.

COSENTINO: l’aumento del tempo pieno se potrà esserci sarà graduale. Noi puntiamo ad assegnare l’organico alle regioni che poi si arrangeranno. Nel Sud abbiamo situazioni di classi con molti meno alunni della media nazionale, talora per problemi logistici seri. E’ stato deciso ieri lo stanziamento di 1 miliardo di euro per l’edilizia scolastica.

CHIAPPETTA: sono il direttore generale del personale. Per quanto riguarda il numero di alunni per classe, è vero il rialzo di 1 unità, ma non per classi con alunni disabili, temperato dal fatto che ci si deve attenere ai limiti di capienza. Sulla base delle leggi sulla sicurezza, si deve ridurre il numero di alunni laddove la cubatura sia inferiore, da questo punto di vista non cambia nulla, restano tutte le deroghe. I limiti massimi non si applicano per un elenco di sedi scolastiche compilato dalla Protezione civile sul totale delle 40.000 sedi italiane; a queste vanno aggiunte le sedi che per altre ragioni restano escluse, ad esempio per la mancanza di vie di fuga, scale antincendio, maniglioni antipanico etc, insomma sulla base di criteri oggettivi. Queste deroghe sono state previste, non ci pare che la realtà possa discostarsi più di tanto dalle nostre previsioni. E’ vero che anche negli edifici nuovi, spesso non si possono superare i 25-26 alunni per aula.
Sul precariato, speriamo si possa ridurre il numero dei tagli grazie ai 32.000 pensionamenti, come ha detto il ministro Gelmini nella conferenza stampa di giovedì.
Per quanto riguarda i modelli orari, nessuno ha mai garantito ai genitori che le loro richieste sarebbero state sicuramente soddisfatte.

COSENTINO: E’ quasi pronta la bozza di decreto interministeriale (Tesoro+Istruzione). Si tenderà a rispettare i tempi esistenti e a garantire per quanto possibile i tempi richiesti per le classi prime. Cercheremo insomma di assicurare quanto possibile l’organico comprensivo della mensa anche nel tempo modulare. Come faremo? Applicheremo il 112, cioè i tagli, dando risorse di organico leggermente calibrate: 27/30 ore con una quota aggiuntiva variabile ma necessaria, sufficiente a garantire il funzionamento. Sarà fatta una previsione di organico sugli alunni veri, non su dati presunti spesso gonfiati. Teniamo conto anche di un incremento dell’organico di fatto e non di diritto perché sappiamo che puntualmente ci sono percentuali di alunni in più specie per effetto dell’immigrazione (in Lombardia, Emilia Romagna, Roma) o per effetto della lotta alla dispersione nel Sud. Ciò dovrebbe garantire 5-6000 posti in più.
Sul Tempo Pieno viene garantito il doppio organico, 2 docenti per classe su tutte le classi (il 147 non è stato abrogato); nel modello ci sono anche le compresenze. Le scuole potranno però decidere di usare le 4 ore di avanzo sul doppio organico o per incrementare le classi a 40 ore, o per attività didattiche di istituto, oltre che per le compresenze. D’altra parte, tenete presente che l’organizzazione didattica è competenza della scuola, noi diamo un organico abbondante, poi la scuola si organizza come crede. Vuole tenere le compresenze? Vuole completare orari nelle altre sezioni a modulo? E’ un problema del dirigente. Eventualmente potranno essere pagati degli straordinari.
Il Consiglio di istituto si pronuncia sulla formazione delle classi, quindi può esprimere il proprio parere sulla eventuale organizzazione didattica.
Ribadisco che le ore di religione restano fuori dell’organico assegnato, le contemporaneità si lasciano libere.
Entro 10 giorni avremo il decreto
Per quanto concerne il 275, che ha dato la possibilità di istituire il maestro prevalente sui moduli, potrà essere utilizzato anche per conservare la divisione degli ambiti disciplinari, compatibilmente con l’organico.
Uscirà comunque un atto di indirizzo, che definirà alcuni criteri rispettando l’autonomia scolastica.
Stiamo cercando cioè di dare una interpretazione sistematica con vincoli. Del resto, dovete tenere conto che ci sono le clausole di salvaguardia, siamo obbligati a fare i tagli, cercheremo solo di distribuirli al meglio.
Il decreto dovrà infatti essere controfirmato dal Tesoro.

Nel resoconto che avete letto non sono stati riportati gli interventi puntuali dei membri della delegazione, che tentavano di focalizzare il discorso sui punti nodali e di far prendere posizioni precise ai funzionari.
Dopo 2 ore abbondanti di colloquio, la delegazione è stata congedata con la promessa di poter essere riconvocata dopo Pasqua al fine di verificare, organici alla mano, la situazione e le sue maggiori criticità.

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