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gennaio 21, 2009

Il Piano programmatico non corrisponde alla legge e i regolamenti al piano!

Filed under: in difesa della scuola pubblica — ldvscuola @ 10:00 am
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Si sta verificando questo: finora non è stata resa nota la stesura definitiva del Piano presentato al Consiglio dei Ministri il 18 dicembre in occasione dell’approvazione degli schemi di Regolamento.

Ecco i regolamenti ‘preliminari’ disponibili :

Schema di regolamneto riorganizzazione scuola infanzia e primaria: schema-di-regolamento-cdm-18-dicembre-2008

Schema di regolamento riorgonizzazione scuole e risorse umane: schema-di-regolamento-rete-scolastica-cdm-18-dicembre-2008

Ecco una analisi ragionata di questi schemi : regolamentiprimo_fin1

I due schemi di Regolamento fanno con ogni evidenza riferimento, come si deduce dai loro contenuti e dalle loro premesse, a due diverse stesure del Piano. Il CNPI e il Consiglio di Stato non possono dunque esprimere correttamente i loro pareri se il Piano definitivo non viene reso noto. Si sta vagliando l’ipotesi da fare dei ricorsi: il piano programmatico non corrisponde alla legge, i regolamneti non corrispondono al piano. Nei commenti il dettaglio.

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1 commento »

  1. CIDI Nazionale (Centro iniziativa democratica insegnanti)

    Finora non è stata resa nota la stesura definitiva del Piano presentato al Consiglio dei Ministri il 18 dicembre in occasione dell’approvazione degli schemi di Regolamento.
    I due schemi di Regolamento fanno con ogni evidenza riferimento, come si deduce dai loro contenuti e dalle loro premesse, a due diverse stesure del Piano. Il CNPI e il Consiglio di Stato non possono dunque esprimere correttamente i loro pareri se il Piano definitivo non viene reso noto. Questo perché la legge prevede che i Regolamenti devono dare attuazione al Piano programmatico (art.64, commi 3 e 4, della legge 133/08).

    I principi della delegificazione
    Risulta inderogabile la necessità che i Regolamenti di delegificazione
    debbano operare esclusivamente secondo i criteri e entro gli
    ambiti indicati nelle leggi che li hanno promossi, nel caso in questione
    la legge 133/08 , art. 64 e la legge 169/08, art. 4.
    •Perché ciò si realizzi i regolamenti, così come prevede l’art.64,
    dovevano dare piena attuazione al Piano programmatico.
    •Analoga coerenza doveva essere garantita tra quanto indicato
    dal Piano e quanto stabilito dalla legge.
    Entrambe queste inderogabili condizioni risultano ripetutamente e
    grossolanamente violate con la conseguente precarietà e illegittimità
    del Piano e di quanto deliberato dal Consiglio dei ministri.

    Prima violazione
    Non c’é alcun dubbio che prima il Piano e poi il Regolamento sul
    primo ciclo trattino illegittimamente della scuola per l’infanzia in
    quanto nelle leggi deleganti non vi è nessuna traccia di tale materia,
    nè vi è traccia della materia dell’anticipo delle iscrizioni attualmente
    regolata per legge.

    Seconda violazione
    Le leggi deleganti non hanno previsto la sostituzione generalizzata
    del team, dei tre insegnanti ogni due classi, con il modulo del cosiddetto
    maestro unico caratterizzato da un orario settimanale di
    lezione di 24 ore. Il Piano pur non prevedendo esplicitamente tale
    obiettivo, di fatto lo favorisce, non limitando la riduzione del numero
    di ore settimanali di funzionamento del team al numero necessario
    all’ottenimento della prevista riduzione dell’organico:
    13/14 mila posti in due anni.

    Il Piano riduce l’orario di tutti i TEAM da 30 a 27 ore
    Di tale riduzione generalizzata non tratta l’articolo 64 della legge
    133 che al comma 4 indica come criterio per ottenere i risparmi di
    cui ai commi 1 e 2 quello di cui alla lettera d) riguardante una non
    meglio definita rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica
    della scuola primaria. La legge 169 all’art.4, comma 1, prevede
    che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono
    classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di
    ventiquattro ore settimanali”. E stabilisce che “nei regolamenti si
    tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle
    famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola”.
    Il Piano programmatico presentato in Parlamento nella sua relazione
    tecnica prevedeva la permanenza di 102.694 classi funzionanti
    nei moduli, generalmente con 27 ore settimanali di lezione.

    Il Regolamento va oltre il Piano
    Il Regolamento sostituisce (a regime) ovunque i team. Di tale clamorosa
    innovazione (sostituzione generalizzata del team con il
    maestro unico) non trattano le leggi citate.
    Lo stesso ministro Gelmini, nonostante le numerose esternazioni
    pronunciate, ha parlato di tale soluzione solo con un comunicato
    emesso il 12 dicembre, in prossimità delle decisioni del Consiglio
    dei ministri. Quindi anche l’abrogazione del team come modello
    didattico e soprattutto come criterio per la determinazione degli
    organici è totalmente illegittima.

    Il Regolamento non attua il Piano!
    Il Regolamento appare chiaramente formulato in violazione del
    Piano. Infatti il Piano, contrariamente a quanto avviene nel Regolamento,
    non prospetta esplicitamente, come avrebbe potuto, il
    superamento totale del team. Se la scelta del Piano fosse stata
    quella di introdurre il maestro unico al posto del team e non quella
    di consentire una determinata riduzione dell’organico, non sarebbe
    stato necessario, per raggiungere tale obiettivo, ricorrere alla
    formula che prevede la riduzione da 30 a 27 ore settimanali nel
    funzionamento delle 102.694 classi attualmente funzionanti con il
    team. Sarebbe stato sufficiente indicare la sostituzione dei team
    per tutte le classi, a cominciare dalle prime. Alla fine del quinquennio
    la riduzione di organico avrebbe raggiunto i 50 mila posti.
    Non risulta che tale obiettivo sia mai stato posto e quantificato
    nella relazione tecnica che accompagnava il DL 112.
    Secondo il Regolamento, per il solo 2009, la riduzione di organico
    docente nella scuola primaria è di circa 30.000 posti di tipo comune
    a cui si aggiungono 4 mila posti di specialista di inglese e
    2.280 posti ridotti in conseguenza dell’aumento dello 0,40 del
    numero di alunni per classe.
    Le riduzioni di organico continuerebbero negli anni con
    l’estendersi del nuovo ordinamento alle classi successive.

    Il maestro è unico ovunque. L’organico assegnato può diminuire di anno in anno
    L’articolo 4, comma 3, del Regolamento, non rispetta neppure
    quanto indicato nelle sue premesse, e va ben oltre quando prevede
    che :
    “Il tempo scuola della primaria è svolto ai sensi dell’articolo 4 del
    decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, secondo il modello
    dell’insegnante unico che supera il precedente assetto del modulo
    e delle compresenze, e secondo le differenti articolazioni
    dell’orario scolastico settimanale a 24, 27, e sino a 30 ore, nei limiti
    delle risorse dell’organico assegnato”.

    La legge 133/08 all’articolo 64, comma 3, obbliga il Consiglio dei ministri,
    nella definizione dei Regolamenti ad “assicurare comunque la puntuale
    attuazione del piano”
    I Regolamenti sono stati definiti sulla base di indicazioni ordinamentali
    e di previsioni di riduzione della spesa che non sono quelle
    indicate nel Piano.
    Ecco in ordine di evidenza le modifiche rispetto al Piano:
    •Il Piano non prevede l’eliminazione delle compresenze né nella
    fase transitoria né in quella a regime.
    •Il Piano non prevede la creazione dell’istituto del “posto orario”
    nella scuola primaria.
    •Nella scuola secondaria di primo grado l’orario settimanale
    delle lezioni nel Regolamento è di 30 ore e non è più quello di
    29 ore settimanali a partire dal quale a pag.19 della relazione
    tecnica del Piano si quantificavano i 13.300 posti da tagliare.
    •Sempre nella scuola secondaria di primo grado, non si prevede
    più, per l’istituzione del tempo prolungato, l’obbligo di
    almeno 3 giornate settimanali di funzionamento pomeridiano.
    •Inoltre sempre per il tempo prolungato l’orario settimanale
    massimo passa da 36 ore a 40 con le relative modifiche ai tagli
    da apportare a pag 20 del Piano medesimo.
    •Nel Regolamento non vi è più traccia dell’obbligo per il maestro
    unico, da regolamentare con un’apposita sequenza contrattuale,
    di un orario di 24 ore settimanali di lezione da retribuire
    utilizzando parte delle risorse dei tagli e, in una fase
    transitoria, i fondi di Istituto.
    •I Regolamenti presentano numerose modifiche rispetto alle
    indicazioni presenti nel testo del Piano e non solo, per il rinvio
    del riordinamento del secondo ciclo e degli effetti della
    razionalizzazione della rete scolastica.

    Il Regolamento sulla razionalizzazione non si riferisce al Piano
    nel testo del 4 settembre
    •Il Regolamento sulla razionalizzazione tiene conto dell’ultima
    stesura dell’art.3 del D.L. 154/08 (legge 189/08) e quindi le
    conseguenti modifiche allo schema di Piano debbono essere
    state apportate dopo il 5 dicembre. E’ questo il motivo per cui
    in questo schema di Regolamento nelle premesse il Piano non
    viene indicato come quello del 4 settembre. Si tenga presente
    che tale Regolamento comporta effetti finanziari diversi da
    quelli indicati e quantificati in conformità all’art.64 della leg
    ge 133/08 nello schema di Piano presentato il 4 settembre
    2008. Il Piano programmatico di cui all’art 64 della legge
    133/08 però è uno solo!

    Sparisce il maestro prevalente
    •All’art.4 comma 3 del Regolamento si precisa che il maestro
    unico é unico senza quello prevalente. Anche questa scelta si
    pone fuori dallo schema di Piano programmatico del 4 settembre
    che a pag. 7 non solo precisava: “la scelta
    dell’attivazione di classi affidate ad un unico docente va privilegiata
    ai sensi della legge 169/08”, ma soprattutto indicava:
    “fra le opzioni organizzative possibili quella delle 30 ore
    comprensiva dell’orario opzionale facoltativo e con
    l’introduzione del maestro prevalente”.
    •Al comma 6 si precisa la dotazione organica che per le classi
    funzionanti con il modello del maestro unico, che dovrebbero
    essere a regime tutte, si determina sulla base di un orario settimanale
    di 27 ore. Tale orario medio consente di ritagliare i
    completamenti a 27 e a 30 ore nell’ambito dell’organico disponibile
    che può però diminuire di anno in anno.

    Il tempo pieno viene manomesso e risulta impossibile un suo sviluppo
    •Al comma 7 si precisa ulteriormente l’utilizzo delle 4 ore, di
    ex compresenza nel tempo pieno a regime, che vanno a finire
    nell’organico di circolo. Risulta peraltro impossibile la loro
    utilizzazione per uno sviluppo del tempo pieno.
    •Al comma 4 alla lettera c) si precisa che il tempo pieno anche
    nella fase transitoria é senza compresenze.
    Da tutte queste considerazioni, appare evidente che c’è materia sufficiente per
    dare luogo a ricorsi.

    Commento di CIDI — gennaio 21, 2009 @ 10:44 am


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