Genitori Preoccupati Scuola Leonardo da Vinci

ottobre 30, 2008

Dal Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo Stoppani

IL collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano riunito il giorno 21 ottobre ha approvato la seguente mozione

IL VALORE DEL MODELLO DIDATTICO DEL TEMPO PIENO DELLA SCUOLA PRIMARIA

Il TEMPO PIENO nella scuola primaria ha rappresentato nel corso degli ultimi 30 anni il punto di arrivo di una positiva evoluzione pedagogico-didattica della scuola primaria e della professione docente. Non si tratta solo di una risposta efficace ad un bisogno sociale d’attenzione ed aiuto alle famiglie e ai loro figli, ma anche e soprattutto di un modello pedagogico e didattico che pone il nostro Paese all’avanguardia in ambito Europeo.

Le scuole primarie dell’Istituto comprensivo Stoppani applicano questo modello, incontrando l’apprezzamento di insegnanti e famiglie, tanto che, da ormai molti anni, tutte le classi delle due scuole sono a tempo pieno.

In particolare è stato verificato negli anni che il tempo pieno:

  • favorisce l’apprendimento consentendo tempi più distesi e rispettando i ritmi dei bambini;
  • si avvale di un team docente con due insegnanti per classe, che collaborano con pari dignità ed ognuno con la sua professionalità, strutturata nella specificità di un gruppo di discipline (linguistiche-antropologiche e matematico-scientifiche);
  • prevede la compresenza dei due insegnanti in ogni classe per quattro ore complessive alla settimana, con la possibilità di programmare percorsi di approfondimento o recupero disciplinare, di realizzare progetti e effettuare attività di laboratorio con un numero inferiore di bambini; di ampliare la didattica con la proposta di visite guidate e viaggi di istruzione;
  • qualifica il tempo mensa, che è gestito dagli insegnanti di classe, e perciò non è solo pausa, ma anche importante momento educativo, di insegnamento all’educazione alimentare e di socializzazione;
  • aiuta l’instaurarsi di buone relazioni fra insegnanti, alunni e famiglie, perché tende a un patto educativo condiviso, aperto al territorio e alle specificità del vivere sociale;
  • risponde ai bisogni organizzativi delle famiglie.

Il Decreto Legge n. 112, convertito con modificazioni in legge n.133 del 6.8.2008 e in particolare l’art. 64;

il Decreto Legge n.137 del 1.9.2008, noto come Decreto Gelmini;lo Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze: travolgono il modello organizzativo e didattico fin qui attuato; impoveriscono il ruolo dell’istituzione scolastica; diminuiscono la quantità e la qualità dell’offerta didattica della scuola primaria italiana, riconosciuta ai primi posti delle classifiche di qualità europee; mortificano la professionalità dei docenti e la Scuola Pubblica.

Questi provvedimenti, infatti, prevedono, oltre al ritorno del voto di condotta e della votazione in decimi (che è sicuramente inadatta ad una valutazione dei processi di apprendimento e tiene conto esclusivamente del rendimento scolastico), la reintroduzione di classi affidate ad un unico insegnante, con orario di 24 ore settimanali (art.4 comma 1 DL 137) e l’innalzamento del numero degli alunni per classe (art.64 L.133/08 e Piano programmatico). L’eventuale prolungamento orario prevedibilmente non potrà assicurare l’integrazione dei saperi e la continuità educativo-didattica mattino/pomeriggio: sarà riservato agli alunni delle famiglie per le quali un “tempo scuola lungo” è socialmente indispensabile e nei limiti delle pesanti decurtazioni di personale previste.

Queste decisioni, assunte per decreto e senza alcun confronto con il mondo della scuola, le rappresentanze dei lavoratori e delle famiglie, sono gravissime. Oltre a prevedere a partire dal prossimo anno scolastico la soppressione del posto di lavoro di decine di migliaia di insegnanti e personale ausiliario (rispettivamente a regime in tre anni: 87.400 e 43.700), di fatto sopprimono il tempo pieno come esperienza educativa e didattica e non solo come sommatoria delle ore scolastiche, in quanto:

  • riducono il tempo scuola da 40 a 24 ore settimanali
  • eliminano compresenze e ore di programmazione didattica
  • aumentano di un punto percentuale il rapporto docenti/alunni, prevedendo la formazione di classi anche di 30 alunni;
  • annullano la lunga esperienza di attenzione e integrazione degli alunni in difficoltà, diversamente abili e stranieri, accumulata in questi ultimi anni nelle scuole, che è stata resa possibile anche dalla disponibilità di ore di compresenza nelle classi;
  • impoveriscono contenuti e metodi d’insegnamento dei saperi, sempre più diversificati e articolati nella complessità, rendendo molto difficile ad un’unica figura docente di corrispondere in maniera esaustiva ai diversi bisogni culturali della società moderna;
  • ignorano che la diffusione delle tecnologie, della comunicazione e dei mass-media ha modificato gli stili di apprendimento degli allievi, immersi in una società sempre più complessa e globale;
  • impediscono alla scuola pubblica di svolgere il suo ruolo di formazione e promozione sociale, ignorando che negli ultimi trent’anni ad essa è stata attribuita anche la responsabilità delle diverse e molteplici “educazioni”;
  • reintroducono un modello di una scuola vecchio, superato e oggi inadeguato, che si limitava ad insegnare a leggere, scrivere e far di conto, in una società profondamente cambiata.

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano, quindi, recependo anche il disagio espresso dalle famiglie:

Esprime profonda preoccupazione e dissenso nel merito dei provvedimenti adottati che, ammantati da discutibili motivazioni pedagogiche, trovano invece giustificazione esclusivamente nel risparmio delle risorse e prefigurano allarmanti conseguenze sulla qualità della scuola pubblica, già impoverita negli ultimi anni da continui tagli alle risorse.

Chiede:

  • il ritiro del DL 137/08;
  • che sia promosso un serio dibattito sul sistema scolastico italiano, che veda protagonista la scuola, in una logica di qualità educativa e non di mero risparmio, in particolare laddove si prevede lo smantellamento del modello didattico del Tempo Pieno nella scuola primaria;
  • il mantenimento e l’estensione, ove le famiglie ne facciano richiesta, del Tempo Pieno, intendendo un tempo unitario di 40 ore, affidato a due insegnanti contitolari;
  • l’attribuzione di personale di sostegno commisurata alle effettive necessità degli alunni diversamente abili;
  • la presenza di mediatori culturali e di insegnanti di L2
  • la formazione di sezioni e classi, in cui il numero degli alunni sia tale da consentire di accoglierli, seguirli, stimolarli, sostenere i più deboli senza dimenticare le eccellenze, curare le dinamiche di relazione.

Si impegna, con gli strumenti previsti dall’autonomia scolastica, e fino a quando le risorse lo renderanno possibile, a non stravolgere il modello didattico ed organizzativo fin qui adottato con successo.

Esprime solidarietà ed appoggio alle iniziative che verranno organizzate, con gli strumenti del civile confronto democratico, allo scopo di informare e di esprimere dissenso per una legislazione che si ritiene profondamente negativa per una scuola pubblica di qualità.

Chiede che il presente documento sia proposto a tutte le Assemblee di classe delle scuole dell’Istituto, alle Associazioni dei Genitori dell’Istituto Comprensivo e al Consiglio d’Istituto; che sia inviato al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, all’Ufficio Scolastico della Regione Lombardia, All’Ufficio Scolastico Provinciale, All’Amministrazione Comunale di Milano, in persona del Sindaco e dell’Assessore all’Istruzione.

(file da scaricare alla sessione DOCUMENTI DALLE SCUOLE)

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