Genitori Preoccupati Scuola Leonardo da Vinci

ottobre 28, 2008

a favore del decreto Gelmini

Filed under: dai genitori — ldvscuola @ 11:26 am
Tags: ,

Abbiamo ricevuto la seguente lettera che pubblichiamo. Chi volesse contribuire alla discussione può lascire un commento (dove c’è scritto COMMENTO)

Buongiorno,
sono Lucia una mamma di due bimbi di cui uno di II elementare della scuola publica Leonardo da Vinci di Milano.
E’ la prima volta che mi permetto di scrivere in merito a questioni “politiche”.

Questa volta però mi sento direttamente chiamata in causa!

Non trovo giusto che si sentano solo testimonianze a sfavore del decretro sulla riforma della scuola.

Mio figlio è contento di frequentare una classe di modulo cioè una classe con quasi un’unica maestra (ce ne sono un’altra di religione, una di inglese e un’altra di scienze, musica e ginnastica che “ruotano” su altre classi), di poter uscire 2 volte alla settimana alle 13.00, un giorno alle 12.30 e solo 2 giorni alle 16.30: per un totale di 29 ore scolastiche.

E’ contento anche se i giorni brevi e nel fine settimana deve fare qualche compito, ma questo gli consente di mangiare a casa e di potersi rilassare con qualche gioco/cartone animato prima di fare un pò di ripasso.

A settembre 2007 ha compiuto 6 anni e conosceva solo le lettere dell’alfabeto e i numeri fino al 10.

Alla fine della prima, nonostante il minor numero di ore rispetto al tempo lungo, sapeva leggere perfettamente, fare le addizioni e le sottrazioni con i numeri fino al 20…insomma sapeva esattamente le stesse cose dei suoi compagni del tempo lungo.

Era ed e’ un bimbo sereno, rilassato perchè riesce ad avere dei ritmi più a dimensione di bambino e non al ritmo dei genitori lavoratori full-time (premetto che anch’io lavoro mezza giornata).

Comunque la possibilità di avere la scuola come baby-sitter per chi ha effettive esigenze lavorative
è garantita dalla possibilità del dopo-scuola con relativo servizio mensa.

Sono quindi totalmente contraria allo sciopero proposto per giovedi’ 30!!!!
Spero che questa testimoninza possa servire a fare un po’ di chiarezza, meno polemiche e più serietà.
Sono a disposizione per ogni eventuale approfondimento.
Cordiali saluti

Lucia Marelli

Annunci

21 commenti »

  1. Gentile Lucia, vorrei, se possibile, sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti di fondo.

    Parlare, come tu dici, in modo serio e chiaro.

    Prima di tutto: l’idea che chi è a favore della riforma gelmini non trovi, in una scuola come la LdV, spazio per esprimere le proprie opinioni mi sembra francamente improponibile.
    Bisogna poi intendersi con chiarezza su cosa si intenda per possibilità di espressione: ritengo che un’assemblea rivolta a tutti, che rifiuta consapevolmente di appiccicarsi etichette politiche, sia più che sufficiente come palcoscenico per le voci del consenso.
    Che poi queste voci non si siano presentate se non per pochissimi rappresentanti oppure, seppur presenti, che non abbiano voluto dire la loro è francamente materia che non interessa il pubblico dibattito.

    Quanto al secondo tema: il rapporto fra modulo e tempo pieno. Su questo punto vorrei portare la mia piccola esperienza personale. Io sono la mamma di Alessandro, figlio unico di seconda D che ha fatto la scuola materna alla Clericetti. Una scuola, come Lucia sa, non sospettabile di simpatie comuniste; nella sua classe, la sua maestra Carmen (anch’essa non proprio una barricadera) ci ha consigliato vivamente di iscrivere alessandro al tempo pieno per il suo carattere un po’ timido e bisognoso di compagnia e di esperienze con i compagni.
    Confesso che io, contrariamente a mio marito, l’avrei anche iscritto al modulo: il tipo di lavoro che entrambi svolgiamo che lo permetterebbe, ma la posizione delle maestre delle materne in tal senso è stata molto netta.
    Questo per dire che non è detto che le proprie personali scelte debbano essere per forza condivise da tutti e non è detto, inoltre, che ogni figlio sia uguale all’altro. Credere che chi manda i figli al tempo pieno sia una carrierista priva di sensibilità o una poveraccia che deve sbarcare il lunario, mi sembra davvero un po’ riduttivo e miope.

    Pensavo, e spero di non sbagliarmi, che qui non si stia parlando del futuro dei nostri figli, ma di quello dei bambini in genere e dell’istruzione nel suo insieme.
    Pensando al proprio orticello si potrebbe paradossalmente affermare che l’esperienza del proprio figlio alla scuola inglese da 20000 euro di retta all’anno è splendida e consentire al governo di applicare l’english style a tutta la scuola italiana.

    Inutile dire che ritengo lo sciopero del 30 niente di più e niente di meno di quello che è: il legittimo e sacrosanto esercizio della democrazia!

    buona giornata a tutti
    silvia

    Commento di silvia romani — ottobre 28, 2008 @ 1:11 pm

  2. Cara Lucia,
    sono d’accordo con quanto ha appena scritto Silvia sulla possibilità di esprimersi di coloro a favore della Gelmini. Per quanto poi concerne il nocciolo della questione: in primo luogo vorrei sottolineare che non tutti i genitori che scelgono il tempo pieno lo fanno epr motivi di più facile gestione del proprio figlio. Per quanto mi riguarda, per esempio, la scelta del tempo pieno è stata ragionata e sono MOLTO convinta che sia una scelta pedagogicamente più convincente , che riguarda le modalità e i tempi di insegnamento e di apprendimento. Ho sempre considerato la scuola una grande opportunità di crescita e non un luogo in cui chiudere mia figlia perché non sapevo dove metterla (scusa l’animosità, ma questo è quello che si legge fra le righe e che si intuiva dal tuo intervento in asssemblkea l’altra sera).
    Un’ultima cosa: il problema non è solo individuale. Ti confesso che se anche ciascuno di noi risolvesse il PROPRIO PROBLEMA con la scuola, con i nonni, con le baby sitter ecc. sarei comunque d’accordo con lo sciopero, perché ritengo inaccettabile uno Stato che non trova di meglio che tagliare, così copiosamente, i fondi all’istruzione, che continuo a ritenere fondmaentale per lo sviluppo di un Paese. Grazie

    Commento di CHIARA BERARDI — ottobre 28, 2008 @ 1:42 pm

  3. Cara Lucia,
    quando per la prima volta mi sono avvicinata a quella che io chiamo la ‘nuova scuola elementare'(ovvero l’attuale primaria) la prima reazione che ho avuto è stata di stupore: ma cosa fanno i bambini a scuola tutto quel tempo? come mai ai miei tempi si usciva alle 12:30 ?
    Poi ho imparato a conoscere questa cosa magnifica che è il tempo pieno, che tu descrivi come antitetico al modulo, ma che in realtà è esattamente lo stesso progetto educativo sviluppato su un numero di ore differenti.
    Il tempo pieno ho imparato a conoscerlo ed apprezzarlo.
    Ho capito che è un progetto educativo a misura di bambino, che molto è stato sperimentato e studiato, per offrire un’offerta formativa di qualità, tarata su questa fascia d’età.
    Per permettere ai bambini di acquisire quella ricchezza di competenze e conoscenze che riescano a metterli davvero al passo con i tempi, senza che tutto questo tolga gli spazi di gioco e socializzazione così importanti per la loro età.
    Insomma, un modo di stare a scuola non solo utile e proficuo, ma pure piacevole, per crescere in modo stimolante e attivo nell’ambito delle discipline e nella sfera delle relazioni.
    Il maestro unico per 24 ore cancella tutto questo, non solo per il tempo pieno, ma anche per il modulo.
    Perchè il modello della scuola frontale è molto diverso rispetto al modello della pluralità dei docenti, che ben hai imparato ad apprezzare anche tu in questi anni di modulo.
    Infine ci terrei a tranquillizzarti.
    Anche i bambini del tempo pieno crescono sereni e rilassati.
    Anche se hanno genitori che lavorano
    Anche se rimangono a scuola fino alle 16:30.
    Non addossiamo alla scuola anche queste ‘colpe’!
    Mi auguro di esserti sembrata sufficientemente seria. In questi giorni gli unici che scherzano sul tema mi sembrano quei politici che prima scrivono una legge e il giorno dopo cercano di smentirla.

    Cordialmente
    Marina Bozza

    Commento di Marina Bozza — ottobre 28, 2008 @ 2:03 pm

  4. Cara Lucia
    provo a rispoderti schematicamente:

    – nessuno propone di togliere il modulo dalle scuole!
    Oggi i genitori sono liberi di iscrivere i propri figli o al modulo o al tempo pieno. OGGI.
    Quello che sta succedendo è invece che si vogliono togliere entrambi: dice il piano programmatico del ministero: ‘nella scuola primaria va privilegiata l’attivazione di classi affidate a un unico docente e funzionanti per 24 ore settimanali’. … inoltre ‘resta comunque aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica assegnata alle scuole’.

    Si parla di maestro unico, non prevalente (infatti dovrà a regime anche insegnare inglese).
    IL maestro prevalente prevede in ogni caso una collegialità che con il maestro unico SPARISCE!
    Quindi anche il modulo sarà pesantemente coinvolto dalla riforma.
    Il tempo pieno si farà se la scuola avrà i soldi per pagarlo. Hai una idea dei bilanci del consiglio di Circolo? dobbiamo portare noi carta igienica e la carta per le fotocopie… Gli enti locali sono al collasso, per cui la situazione è di fatto uno ‘svutamento’ di risorse della scuola … con le dovute conseguenze.

    – la scelta del modulo o tempo pieno è una libertà prima di tutto (anche se non solo) economica. Per alcuni è una necessità, per altri, anche potendo tenere il figlio a casa, preferiscono che stia con gli altri bambini della propria classe e con le proprie maestre. E’ un sistema che garantisce a ognuno la propria libertà educativa, in base alla propria vita e alle esigenze del proprio figlio.

    -Abbiamo già avuto in Italia per decenni il maestro unico, il risultato era un enorme abbandono scolastico (concentrato tra gli italiani economicamente più sfavoriti).

    – Ci dicono che in ogni caso si potrà tenere i bambini a scuola fino alle 16,30: io negli anni ’70 seguivo il doposcuola (entrambi i miei genitori dovevano lavorare) : da 4 classi se ne faceva una , facevamo i compiti e poi giocavamo a pallone. FINE.
    Oggi vedo cosa fanno i nostri figli a scuola: laboratori di informatica, canto etc…e penso: che senso ha tornare indietro? CHi mi assicura che non si torni al doposcuola stile anni ’70 o peggio ancora affidato a cooperative esterne ?

    – Il fatto è che questa ‘riforma’ non è una riforma: lo stesso ministro dell’economia ha detto che la nostra sarà anche la migliore scuola primaria del mondo…ma non ce la possiamo permettere. Il discorso è quindi ESCLUSIVAMENTE economico. Ogni richiamo ‘pedagogico’ è strumentale al risultato economico.
    E’ una questione di scelte.
    Il messaggio è : non serve spendere soldi per la scuola, per l’università, per la ricerca.

    Questo non significa che non vi siano margini per aumentare l’efficienza del nostro sistema scolastico e universitario e che tutto debba rimanere così com’è..ma in un paese che spende nell’istruzione MOLTO MENO DELLA MEDIA europea (vedi dati OCSE) sarà difficile rimanere a galla.

    Angelo- genitore di 2 bambine alla Leonardo da Vinci

    Commento di angelo — ottobre 28, 2008 @ 2:15 pm

  5. Cara Lucia,
    mi fa piacere che lei abbia voluto dialogare con noi e, sebbene nella sua lettera ci sia qualche tono che un pò contraddice questo spirito, provo a dirle come la penso.

    Io sono sinceramente contento che suo figlio possa avere tutto quello che lei dice ed auguro ad entrambi di poter continuare a vivere così. Credo che nessuno di noi voglia mettere in discussione questo vostro diritto.

    Se il ministro non avesse operato i tagli contro cui ci stiamo battendo, lei avrebbe potuto continuare a mandare suo figlio a scuola a fare il modulo e noi a mandare i nostri a fare il tempo pieno : questo è il bello dell’attuale legge, si può scegliere.
    Lei non è d’accordo?

    Con la nuova legge non si potrà più, tutti in fila a fare una scuola di 24-27 ore, con il maestro unico e, se si potrà, un pomeriggio di doposcuola, cioè di parcheggio per i figli di genitori a “full time” (non credo sia una colpa aver bisogno di lavorare a full time).

    Noi, se lei permette, non vogliamo una scuola che faccia le funzioni della baby-sitter, vogliamo una scuola organizzata sul tempo pieno e non sul tempo lungo : nel primo c’è un progetto educativo continuo, nel secondo c’è la scuola la mattina e il dopo-scuola il pomeriggio : la quantità e la qualità dell’insegnamento sarebbero del tutto diverse.

    Vogliamo una scuola pubblica di alta qualità, perchè il futuro dei nostri figli (di tutti, del suo e dei nostri) dipenderà fortemente dalla qualità della scuola che frequenteranno e se i nostri figli non avranno futuro, non ce l’avrà neanche il nostro paese.
    Pensiamo che quella attuale risponda meglio a questa esigenza di quella che avremo dopo i tagli operati dal governo.

    Riguardo ai toni mi permetta di risponderle che :
    – riguardo alla chiarezza : se lei avesse partecipato alla nostra assemblea ne avrebbe ricevuta parecchia.
    – riguardo alle polemiche : sono il sale della democrazia.
    – riguardo alla serietà : dei genitori che si organizzano per difendere una scuola che funziona e si preoccupano del bene comune e non solo del proprio orticello, mi sembra che diano grande prova di serietà e di senso civico.

    Spero che almeno questo lei lo condivida.

    Cordiali saluti
    Mario De Pascalis

    Commento di Mario De Pascalis — ottobre 28, 2008 @ 2:17 pm

  6. Trovo coraggioso esporsi con una posizione controcorrente ed invitare a riflettere se davvero il tempo pieno sia questa panacea dai più decantata. C’è chi di noi è uscito brillantemente dalle scuole elementari con la formula del dopo-scuola, chi ha fatto la scuola con il maestro unico e non ne è rimasto traumatizzato.
    E’ ovvio che il tempo pieno risponde più a esigenze sociali che a esigenze didattiche, ma lo fa con intelligenza, con un’offerta che, negli anni, si è andata sempre più qualificando. Non si tratta di mettere in gara tempo breve e tempo lungo, ma di garantire a ciascuno la scelta.
    Come mamma mi sento più tranquilla se mia figlia Arianna, nel pomeriggio, rimane insieme alla sua classe, con i suoi insegnanti, all’interno di un progetto didattico ed educativo di un certo profilo, mentre non sono affatto certa che ciò che ci si prospetta sia un tempo di qualità. Vorrei anche ricordare a Lucia che il decreto 137 non riguarda soltanto la questione del maestro unico, ma prevede anche l’aumento del numero di alunni per classe, l’accorpamento di scuole, la riduzione degli organici, insomma una operazione di disinvestimento massiccio, che non può non preoccupare chi ha a cuore la scuola. Un saluto a tutti.Giorgia

    Commento di Giorgia — ottobre 28, 2008 @ 2:31 pm

  7. Gentile mamma

    nessuno mette in dubbio che il suo bambino cresca felice e sereno frequentando la scuola a tempo modulo e che ne tragga vivo profitto. Le vie della serenità e dell’apprendimento sono grazie a dio molteplici (anche al tempo dei precettori certi uomini crescevano sereni e colti).
    Qui si tratta di capire quale modello di scuola può andare incontro nel migliore dei modi possibili alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie del nostro tempo, in una società che vede le donne lavorare quanto gli uomini, non solo per loro piacere ma anche per loro necessità (un tempo chi aveva i genitori che lavoravano tutto il giorno, per esempio, era spesso mandato in collegio).

    Il tempo pieno è stata una risposta meditata, non arrangiata, ma inglobata in un progetto didattico, al bisogno (reale) di tenere più tempo i bambini a scuola. E proprio per non riempire impropriamente e in modo approssimativo questo tempo è stato pensato come tempo didattico. Soluzione che ha trovato soprattutto nelle grandi città una grande adesione, tanto che ora risulta quella più largamente applicata..
    Eppure io penso che le questioni tempo pieno e modello scolastico che prevede più maestre possano essere tenute distinte.
    Se l’uno è nato dall’altro, non significa che non abbia poi acquisito un valore in se stesso e che non si possa parlarne come modello pedagogico che, a vedere di molti, si è rivelato utile non solo alle famiglie ma ai bambini stessi. Come lei scrive, anche il suo bambino non ha una solo maestra ma un’insegnante di inglese e una di scienze (oltre a quella di religione). Quella che ci si prospetta ora, invece, è una scuola con una maestra che insegnerà tutto (tranne, s’intende la religione)

    Lei parla dell’importanza del tempo passato in famiglia per il bambino, ma non prende in considerazione che, nella stessa famiglia è fondamentale la presenza della coppia genitoriale, proprio perché offre al bambino la possibilità di interagire con due modi diversi di essere, di amare, di rapportarsi a lui e al mondo. L’affettività del bambino si conforma proprio in questo duplice rapporto. E’ risaputo che la solitudine nel rapporto con il bambino oltre che faticosa si rivela spesso dannosa. Proprio per la fragilità del suo universo affettivo (mai disgiunto dalla sua capacità di apprendere), per il bambino che nell’età dai sei ai dieci anni compie un cammino fondamentale nella strutturazione del sé, anche trascorresse a scuola, come nel suo caso, solo la mattina, io credo sia importante in classe la duplicità dei riferimenti, l’imparare che lo sguardo sulle cose, il modo di affrontarle, di spiegarle, non sia indiscutibilmente uno. Cinque anni non sono pochi nelle mani di una sola maestra che non abbia una sua pari con cui interagire, confrontarsi, non solo sui programmi ma sui problemi dei bambini stessi, qualcuno con cui trovare un equilibrio nella gestione delle materie che vada al di là di proprie inevitabili predilezioni. E nel caso della popolazione scolastica di oggi qualcuno con cui condividere il tempo e l’attenzione di cui hanno bisogno i bambini con problemi psichici, fisici o di integrazione linguistica.
    L’unicità, nella guida e formazione degli uomini, non mi sembra mai una buona cosa. Sentirsi unica autorità in materia, mi sembra conduca facilmente se non al sopruso a una chiusura alla diversità, principio cognitivo, credo, fondamentale.

    Roberta

    Commento di angeloripamonti — ottobre 28, 2008 @ 3:43 pm

  8. Buonasera Lucia !

    Aggiungo ai commenti precedenti due precisazioni a mio avviso importanti:

    – Il dibattito che si è sviluppato su questo blog non lo definisco una questione “politica”, piuttosto una questione sociale in quanto gli interventi sulla scuola hanno ripercussioni in tutta la società. Ho sentito altre obiezioni analoghe alla sua che tendevano ad etichettare le critiche al decreto Gelmini come dettate da ideologie politiche, ridurre la discussione alla contrapposizione tra due schieramenti politici ha il solo scopo di evitare di entrare nel merito della proposta attualmente in discussione in Parlamento.

    – Alla riunione che si è tenuta il 21 ottobre scorso in Leonardo, un’altra mamma Lucia ha espresso la piena soddisfazione della sua famiglia per avere iscritto il figlio al modulo. E’ stata la scelta più giusta per la sua famiglia. Ecco io chiedo proprio questo: che a ognuno rimanga la possibilità di fare la scelta più giusta per la propria famiglia. Una scelta consapevole tra modulo e tempo pieno non si riduce a contare quante ore stanno a scuola i bambini, ma si basa sulle esigenze di tutti: bambini e genitori. La scelta non è né semplice né scontata. Se guardiamo all’interno della scuola dei nostri figli troviamo famiglie con mamma casalinga che hanno scelto il tempo pieno e altre che hanno scelto il modulo, e analogamente famiglie in cui entrambi i genitori lavorano che hanno scelto il modulo e altre che hanno scelto il tempo pieno.
    Spostare il dibattito tra i sostenitori del tempo pieno e quelli del modulo è forviante: i tagli descritti nero su bianco nel decreto legge sono tali per cui dobbiamo tutti preoccuparci in ugual modo.

    Infine la ringrazio molto per aver espresso la sua opinione controcorrente rispetto alla maggioranza degli interventi riportati in questo blog, mi auguro che lei risponda ai commenti che ha suscitato e che il dibattito di arricchisca ulteriormente.

    Saluti.

    Anna Minoja

    Commento di Anna — ottobre 28, 2008 @ 10:04 pm

  9. Io non credo che il nocciolo della questione sia la presunta superiorità del modulo sul tempo pieno o viceversa: ogni famiglia ha le proprie esigenze, sacrosante, e le proprie convinzioni su ciò che è meglio per i propri figli.
    Anch’io penso che non bisognerebbe fare una riforma della scuola solo per risparmiare, anche se ho i miei dubbi sul fatto che siano state ragioni squisitamente pedagogiche e didattiche a determinare la proliferazione dei maestri.
    Credo però, come mamma di un bambino che frequenta il modulo:
    1) che non siano indipensabili le 40 ore per imparare quanto previsto dai programmi;
    2) che non si impari solo dagli insegnanti.
    Pertanto avrei ritenuto più utile per tutti battersi perché dopo il decreto, che è ancora estremamente generico (al di là di tutto ciò che è stato scritto o raccontato, si parla solo delle 24 ore, del maestro unico e della garanzia del tempo pieno per chi ne faccia richiesta) si precisasse CHI gestirà il pomeriggio e QUALI saranno le attività. Non è detto che non siano utili e interessanti e che chi se ne occuperà sarà per forza un incapace. Qualcuno di voi ha letto, su retescuole.net, la testimonianza della maestra del tempo pieno che ritiene indipensabile, per ragioni educative, la presenza di un docente durante il tempo della mensa? Non commento, ma credo che un educatore non sia meno capace di una maestra in questo campo, a patto che sia un buon educatore.
    Queste, secondo me, sono le garanzie che si devono chiedere e queste le critiche che hanno qualche speranza di essere prese in considerazione.
    Maria

    Commento di Maria — ottobre 29, 2008 @ 4:45 pm

  10. Scuola primaria – alunni e classi
    a.s. 2008/09

    Alunni Classi Rapporto alunni/classi

    Prima 505.523 26.378 19,2
    Seconda 509.051 26.417 19,3
    Terza 522.925 27.189 19,2
    Quarta 514.347 26.781 19,2
    Quinta 512.265 26.686 19,2
    Pluriclassi 3.513

    Totale 2.564.111 136.964 18,7

    Classi a tempo “normale” 102.694 75,0% del totale delle classi
    Classi a tempo pieno 34.270 25,0%

    Fonte: http://www.pubblica.istruzione.it/mpi/pubblicazioni/2008/allegati/org_diritto_new.doc

    La scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità; permette di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche; favorisce l’apprendimento dei mezzi espressivi, ivi inclusa l’alfabetizzazione in almeno una lingua dell’Unione europea (inglese) oltre alla lingua italiana; pone le basi per l’utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi; valorizza le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo; educa i giovani cittadini ai principi fondamentali della convivenza civile (Legge 53/2003).
    (…)
    L’orario annuale delle lezioni nella scuola primaria è di 891 ore obbligatorie, pari a 27 settimanali, che possono essere elevate fino a 40 su richiesta delle famiglie. Le istituzioni scolastiche, al fine di realizzare la personalizzazione dei piani di studi, organizzano, nell’ambito del piano dell’offerta formativa, tenendo conto delle prevalenti richieste delle famiglie, attività e insegnamenti, coerenti con il profilo educativo, per ulteriori 99 ore annue, la cui scelta è facoltativa e opzionale per gli allievi e la cui frequenza è gratuita (art. 7 comma 2 D.L. 59/2004).

    Fonte: http://www.pubblica.istruzione.it/news/2006/ordinamenti/ordinamenti.shtml

    Da questi dati ufficiali che fotografano la nostra scuola primaria (nei primi posti nelle classifiche OCSE) si evince che il 75% degli alunni raggiungono gli obiettivi a cui la scuola stessa è preposta frequentando 27 ore settimanali; il 25% degli alunni usufruisce di un di più.
    La legge Gelmini sancisce che, dati i fondi disponibili nelle casse dello Stato (cioè di tutti i cittadini italiani), questo di più, di cui usufruisce il 25% degli alunni, non può più essere erogato alle stesse condizioni.
    Da cui: i genitori si organizzano e manifestano NON per difendere una scuola che funziona e NON si preoccupano del bene comune, ma del proprio orticello (privilegio), NON DANDO grande prova di serietà e di senso civico.
    Soprattutto nel momento in cui partecipano ad una manifestazione (quella odierna) in uno sparuto gruppo (alle 9:50 davanti a scuola erano una decina contando ANCHE I BAMBINI) sventolando uno striscione in cui si definiscono rappresentanti dei genitori della scuola Leonardo.

    In qualità di genitore della Leonardo che non si sente rappresentato da costoro, gradirei che chi partecipa ad una manifestazione di dissenso verso lo Stato lo faccia a titolo personale, o con l’avvallo della maggioranza dei componenti della scuola che si arroga il diritto di rappresentare.

    Commento di Gloria — ottobre 30, 2008 @ 5:19 pm

  11. Visto che l’amica Gloria ci offre gratuitamente lezioni di senso civico e serietà, comincio col farle sommessamente notare che le righe conclusive del suo messaggio contengono vari errori. In ordine decrescente:

    sull’orario (8.45), sul numero dei presenti (31, contando anche 3 bambini – senza maiuscole alla Emilio Fede), sul contenuto dello striscione (“Scusate il ritardo, c’è persino la Leonardo”), sulla presunta pretesa di rappresentatività (inesistente), sul dissenso nei cfr. dello Stato (una legge della maggioranza non è lo Stato!!!), sulla necessità di chiedere a lei e ad altri il permesso per esprimere le nostre idee (discorda: scenda in piazza a sostegno della politica scolastica del ministro Gelmini con uno striscione più grande).

    Quanto alla parte precedente del suo messaggio, comincio col fare tre considerazioni:

    1. il ritorno al maestro unico colpisce tutte le classi

    2. togliere anche solo a una parte degli alunni il tempo pieno non migliora la nostra scuola, né il nostro paese

    3. I “fondi disponibili nelle casse dello Stato” sono – fra l’altro – il risultato di un taglio dell’ICI che ha favorito una metà di italiani (e non certo la meno abbiente). Misura volta al bene comune?

    Commento di stefano simonetta — ottobre 30, 2008 @ 9:34 pm

  12. Le riflessioni della mia omonima (la sottoscritta quella intervenuta alla riunione serale a scuola) sono condivisibili dalla maggior parte dei genitori che hanno optato per il modulo ed è nell’ordine delle cose che suscitino reazioni in molti di coloro che hanno scelto il tempo pieno. Mi chiedo però come Maria a che cosa serva ora stabilire la superiorità tra una modalità e l’altra: a dirimere la questione ci hanno pensato i necessari tagli di bilancio.
    A Gloria sono molto grata per l’intervento che contribuisce a ristabilire le corrette proporzioni del problema: la scuola, anche questa volta ce la farà.

    Grazie soprattutto per aver sottolineato come le opinioni di un limitato numero di persone, condensate su striscioni creativi, in realtà non hanno titolo a rappresentare il pensiero dell’intera scuola sulla questione:
    per l’effetto perverso del silenzio assenso oggi tutta la Scuola Elementare Leonardo da Vinci sarebbe andata in manifestazione, compresi tutti coloro che sono rimasti in classe a lavorare.

    Lucia Massacesi

    Commento di Lucia — ottobre 30, 2008 @ 11:26 pm

  13. Scusate ma vi sembra proficuo limitare la questione ad alimentare due fazioni contrapposte , da una parte i sostenitori del modulo dall’altra i sostenitori del tempo pieno, come se parlassimo di due cose diverse e necessariamente una sostitutiva dell’altra.
    Per me non è così, per me tutti dovrebbero ‘tenere’ al fatto di lasciare ad ognuno la possibilità di fare una scelta. E anche qui non è che la scelta del tempo pieno mi mette scontatamente contro i sostenitori del modulo.
    Perché si devono sempre scatenare lotte di ‘ condominio’ in tal senso?
    Allarghiamo i nostri confini, non pensiamo solo a noi, singolo nucleo famigliare. Pensiamo comunque che dopo la scuola elementare c’è la scuola media , il liceo. Il percorso è lungo.
    Elena Ghio

    Commento di Elena — ottobre 31, 2008 @ 8:43 am

  14. I momenti partecipativi nella nostra socità sono sempre meno, e sempre meno persone hanno il coraggio di mettere la faccia e il loro nome per battaglie che ritengono giuste.
    Nonostante ciò, e nonostante la paura per gli incidenti, ieri in tutte le parti d’Italia una MOLTITUDINE di persone ha manifestato.
    Sarei curiosa di vedere se i supporter della legge Gelmini riuscissero a fare altrettanto, possibilmente senza portarsi in manifestazione le spranghe tricolori.
    marina

    PS io sono andata direttamente in manifestazione, così come tanta altra gente, senza passare prima dalla scuola…mannaggia avrei potuto far alzare le statistiche della leonardo!!!

    Commento di Marina Bozza — ottobre 31, 2008 @ 10:21 am

  15. Cara Gloria,
    sono già intervenuto per dira la mia, ma siccome lei mi coinvolge utilizzando la parte finale del mio intervento e scagliandocelo addosso, sento la necessità di risponderle.

    Secondo lei, noi difendendo il tempo pieno, difenderemmo egoisticamente un privilegio e per questo non saremmo nè seri nè civici, e non ci preoccuperemmo del bene comune ma del nostro orticello (sic!)

    Ho l’impressione che lei non abbia le idee chiare su diritti e privilegi.

    Il tempo pieno è previsto da una legge dello Stato, una legge quindi a disposizione di tutti i cittadini : perciò noi ci avvaliamo di un diritto e non di un privilegio, nè più nè meno del diritto di cui si avvale lei !!

    Siccome è una scuola che funziona vorremmo mantenerla, per il bene del paese : lei non ci crederà, ma le assicuro che è proprio così.

    E, lo ripeto, non ci battiamo solo per il tempo pieno, ma anche per la pluralità dei maestri (che coinvolge anche il modulo) e per la qualità della scuola pubblica : in una economia globale fondata sulla conoscenza bisogna investire di più e non di meno nella scuola. E i soldi , se non ci sono, si vadano a prendere dove ci sono, impegnandosi di più contro l’evasione fiscale, per esempio.

    Ma lei se la immagina una scuola di 30 alunni con una sola maestra? E’ sicura che la qualità non ne risentirà? E la perdita del posto di lavoro per migliaia di insegnanti la lascia indifferente?

    Ben venga la lotta agli sprechi, ai privilegi (quelli veri!), al nepotismo e ben venga il merito, la competenza : ma di tutto questo non c’è traccia nel decreto.

    Carina, poi, la storia che i soldi sono di tutti e quindi non possono essere più spesi per una minoranza del 25% : che bella idea che ha della democrazia! Per lei contano solo le maggioranze? E minoranza = privilegi? Mah!

    Infine la nostra firma : noi ci siamo sempre firmati un gruppo di genitori sapendo di non rappresentare l’opinione di tutti i genitori, ma, con suo dispiacere immagino, un bel numero sicuramente si.

    Se poi ieri davanti la scuola c’erano pochi genitori che si recavano alla manifestazione, non le sarà sfuggito che si trattava dello sciopero della scuola e quindi molti genitori sono andati regolarmente a lavorare.

    La manifestazione però le assicuro era enorme, a Milano come a Roma come in tantissime città d’Italia : io mi auguro che il governo ne tenga conto, si fermi e cominci a discutere con tutti i soggetti interessati un progetto di scuola condiviso che abbia al suo centro non i risparmi, ma la qualità dell’insegnamento e la sua efficacia. Per il bene dei nostri figli, per il loro futuro, per il futuro del nostro paese.
    Mario De Pascalis

    Commento di Mario De Pascalis — ottobre 31, 2008 @ 1:35 pm

  16. Ho letto attentamente tutti gli interventi e, devo dire, sono rimasta basita dall’aggressività e dagli insulti personali che, se permettete, dovrebbero star fuori da un dibattito che riguarda una legge. Fra le righe, in uno dei primi interventi si leggeva che i genitori che esprimono dissenso nei confronti della legge lo farebbero sostanzialmente per rendersi la vita più semplice. Forse si tratta di un concetto che si può esprimere in altro modo: nessuno nega che ci sia anche un’esigenza sociale nel tempo pieno, ma certamente non è l’unico motivo che porta numerosissime (e non esprimo un numero per non dare inizio alla bagarre)in piazza: persone fra cui ci sono anche semplici cittadini, non direttamente coinvolti nella scuola (non ci lavorano e non hanno figli “da piazzare”). Nell’intervento di Gloria, poi, i genitori contrari alla legge sono accusati di scarso civismo. Su questo punto mi pare che si sia espresso già benissimo Stefano. Non solo la maggioranza non è lo Stato, ma sarebbe veramente bizzarra una democraziona che non tenesse conto del fatto che alle minoranze va data voce. Al contrario di Gloria, non voglio dare lezioni di civismo, ma penso che questi attacchi offensivi siano pericolosamente vicini ai toni usati negli orrendi dibattiti televisivi, da cui spero tutti noi vorremmo prendere le distanze

    Commento di chiara berardi — ottobre 31, 2008 @ 2:55 pm

  17. Mio marito in manifestazione ha chiesto qua e là a un po’ di studenti se avevano letto il testo del decreto: non ce n’era uno che rispondesse di sì, nient’altro che slogan preconfezionati. Neanche sapevano che i tagli all’università erano nella finanziaria e non c’entrano con la Gelmini. Anche la scelta del giorno in cui effettuare sciopero e manifestazione lascia qualche dubbio circa il loro senso: il giorno dopo (?) e attaccato a un giorno di festa (?)…
    Mi sembra poi che l’esempio barricadero che stiamo dando noi come genitori di scuola elementare non possa essere di grande stimolo. A partire dal finto confronto (scontro) che ho letto tra sostenitori del modulo e quelli del tempo pieno: purtroppo anche noi adulti difendiamo le nostre scelte personali con una scarsissima tolleranza verso quelle degli altri. Ovviamente pensiamo tutti di scegliere per il meglio, ma poi ne facciamo una questione assoluta, una religione, un’ideologia, tutto, pur di sentirci genitori migliori di altri. Per fortuna anche le teorie pedagogiche sono molteplici, ognuno può trovare riscontri, anche in questa materia non esiste il Verbo assoluto.
    L’importante è rispettare la possibilità di scelta, vero, ma ricordo ai difensori delle minoranze che a Milano molti genitori sceglierebbero il modulo ma nella loro zona non ci sono scuole che lo propongano. Non ci si può ricordare delle minoranze solo quando se ne fa parte.
    Personalmente, come molti genitori con cui ho parlato, sono più preoccupata dall’imposizione del maestro unico, che mi sembra anacronistica. Ma anche dalla mancanza di meritocrazia come criterio di selezione degli insegnanti, molti dei quali sono a dir poco imbarazzanti. Non capisco infatti quei genitori, ne ho in mente alcuni della LdV, che fino a quando non si parlava della Gelmini raccontavano preoccupati cose spaventose di alcune insegnanti dei loro figli, e ora difendono la pluralità per non mettere in discussione i posti di lavoro. Credo sappiamo tutti che l’esubero di insegnanti in Italia non è stato provocato, negli anni, da motivazioni di alta pedagogia. E sperare che su quattro almeno uno sia in gamba è davvero deprimente.
    I governi di ogni colore negli ultimi anni hanno indistintamente tagliato fondi nella scuola. Senza preoccuparsi di trovare un sistema serio per tagliare solo i rami secchi (che spesso significa privilegi, sprechi, persone), come in tutti i settori di pubblica utilità.
    Purtroppo siamo solo all’inizio della carriera scolastica dei nostri figli, e temo che il peggio debba ancora venire nei prossimi gradi di istruzione.
    Un saluto a tutti

    Commento di Chiara Gatelli — novembre 2, 2008 @ 3:33 pm

  18. La democrazia rappresentativa è una forma di governo nella quale gli aventi diritto eleggono dei rappresentanti per essere governati(wikipedia). Vivendo in uno Stato fondato su questo principio non sento il desiderio di manifestare in piazza a favore o contro nessun provvedimento governativo: mi aspetto che lo faccia chi ho delegato ad esercitare il mio potere di governo nelle sedi opportune. Ribadisco, pertanto, che gradirei non essere “portata” in manifestazione da uno striscione che enuncia che “c’è … la Leonardo”.

    Per tutto il resto, se mi permettete di riassumere, lo spunto di riflessione che noi genitori con figli che frequentano il tempo normale nella nostra scuola, intervenuti nella discussione, ci sentiamo di offrire ai genitori preoccupati è: sull’esperienza di 8 classi della nostra scuola anche con 27 ore, con il maestro unico (i nostri figli passano 22 ore con lo stesso insegnante) e 25 alunni per classe la scuola primaria non perde di valore. Il valore della scuola primaria è dato dal valore dei singoli insegnanti, non dall’organizzazione dell’orario.

    Commento di Gloria — novembre 4, 2008 @ 9:49 am

  19. Chiariamo una volta per tutte che la scuola che verrà non è il modulo.
    Ci sarà un solo maestro per 24 ore, che magari non sa l’inglese e che probabilmente dovrà accollarsi una classe di 30 bambini.
    Peggio andrà nella scuola dell’infanzia dove un solo educatore dovrà seguire 30 bambini, compresi gli ‘anticipatari’ col pannolino.
    Tutto ciò a me sembra uno spaventoso passo indietro.
    Quindi penso, non solo che sia opportuno , ma che sia doveroso preoccuparsi.
    Soprattutto per i bambini che verranno, soprattutto per il futuro di un paese che vive l’istruzione come un costo e non come un investimento per il futuro di tutti.
    marina

    Commento di Marina Bozza — novembre 4, 2008 @ 10:47 am

  20. Care mamme e cari papà,
    seguo il vostro dibattito su questo blog pur non avendo ancora un bambino che frequenti la Leonardo.
    Non penso di andare molto lontano dal vero se mi azzardo a dire che nessuno di voi ha mai sperimentato sulla propria pelle cosa sia una vera scuola a tempo pieno. Voi vivete di riflesso le esperienze dei vostri bambini (che per fortuna, in questa scuola, mi sembrano tutte ottime), io invece posso dirvi in prima persona la mia. Negli anni settanta, quando ho frequentato la scuola elementare io, la sperimentale Armando Diaz era forse una delle poche elementari in Italia a funzionare con un vero e proprio tempo pieno (attenzione, non il doposcuola che alcuni di voi ricordano): io ho sempre avuto i due maestri (e mi sembra di ricordare ben più copresenti di 4 ore alla settimana), sono sempre rimasta a scuola fino alle 16.30, nei pomeriggi ho fatto attività laboratoriali, ho cucinato, ho fatto teatro, ho cantato, ho fatto attività al parco…
    La mia scuola elementare è una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita. A me è capitato per caso, era la mia scuola pubblica di zona, ma darei tutto l’oro del mondo perché i miei due figli potessero vivere un’esperienza così.
    E di quella scuola ciò che ricordo più vividamente non sono gli insegnamenti “tradizionali”, ma proprio tutte le altre attività che arricchivano la proposta didattica: ricordo come fosse ieri la cucina in cui imparavamo a fare le torte o i grandi cartelloni su cui dipingevamo gli animali. La scuola ci segna in anni in cui siamo ricettivi come spugne; per questo deve essere la migliore scuola possibile.

    Non ho dubbi che sia i bambini che frequentano il modulo sia i bambini che frequentano il tempo pieno alla Leonardo siano sereni e imparino un sacco di cose: non è su quale modello sia migliore che dobbiamo “litigare”. Entrambi i modelli vanno bene perché la nostra scuola elementare funziona, e piuttosto bene!
    Dubito che possa in futuro funzionare meglio di così (o anche solo così) con i tagli finanziari previsti.
    Noi genitori abbiamo oggi la fortuna di poter scegliere non solo l’organizzazione del tempo scuola dei nostri bambini, ma addirittura la scuola. Abbiamo la possibilità di andare a visitare preventivamente le scuole dei nostri figli prima di iscriverli, di leggerne il POF, di informarci…

    Per questo care “mamme del modulo” dobbiamo fare quadrato, chi vuole il tempo pieno e chi no: per difendere il nostro diritto di scelta e, soprattutto, per difendere il diritto dei nostri bambini a frequentare una scuola pubblica di qualità che faccia crescere sereni loro e, perché no, faccia stare sereni anche noi genitori.
    Non siete forse contente della scuola organizzata “a modulo” che i vostri bambini stanno frequentando? Ebbene, anche quella salterà in questo piano scellerato di tagli! Non è che si toccherà solo il tempo pieno, ANZI: leggendo il piano programmatico mi azzarderei a dire che in prima battuta salteranno proprio i moduli, che verranno subito ricondotti al maestro unico e alle 24 ore.

    “…
    Il totale di 13.000 posti è dato dalla differenza dell’attuale orario di lezione nel tempo normale (30 ore) e quello programmato di 27 ore settimanali: il maggior risultato è previsto per il primo anno raggiungendosi una riduzione di 10.000 posti. Una ulteriore riduzione per assestamento del sistema si raggiunge nel secondo anno con ulteriori 4.000 unità. La ripartizione in due tranche si rende necessaria per valutare attentamente l’impatto e procedere ad eventuali interventi correttivi. L’operazione di riduzione riguarda solo le classi a tempo normale considerato che per quelle a tempo pieno è previsto un doppio docente.”

    Infine mi permetto di fare una mia personale considerazione sulla rappresentatività del gruppo dei genitori che hanno sfilato giovedì scorso dietro allo striscione della Leonardo (tra cui la scrivente che non ha nemmeno figli alla Leonardo). La triste realtà è, a mio avviso, che oltre agli oggettivamente pochi genitori che hanno manifestato, oltre all’unica mamma che ha illustrato apertamente la sua diversa opinione nell’assemblea del 21 sera a scuola, oltre a qualche altra mamma che si è presa la briga di leggere, scrivere e dire la sua su questo blog, ho l’impressione che una vasta maggioranza di altri genitori non sia interessata a partecipare al dibattito.
    In questo senso allora sì, è vero che nessuno di noi è rappresentativo di chicchessia!

    Commento di Isabella — novembre 4, 2008 @ 12:21 pm

  21. Cari amici,

    ringrazio Isabella, per l’intervento che ci ha regalato: lo trovo così bello (equilibrato, sereno, lucido) che avrei voluto scriverlo io.

    stefano

    Commento di stefano simonetta — novembre 7, 2008 @ 6:26 pm


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: